Ancora un record negativo per Bologna, è tra le città più care per gli affitti: canoni in aumento del 45% in sei anni

A Bologna affittare un appartamento da 70 metri quadrati costa in media 1.250 euro al mese, un dato che colloca il capoluogo emiliano al quarto posto in Italia per costo degli affitti, dietro a Milano, Firenze e Roma. È quanto emerge da un’elaborazione di CNA nazionale basata sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette.

Se si prende in considerazione il rapporto tra affitto e stipendio medio, Bologna sale al terzo posto nella classifica nazionale. Secondo l’analisi, il canone di locazione assorbe mediamente il 58% dello stipendio, una quota inferiore solo a quella registrata a Milano, dove raggiunge il 73%, e a Firenze, dove si attesta al 62%.

Negli ultimi sei anni il mercato degli affitti sotto le Due Torri ha registrato una crescita particolarmente marcata. Nel 2019 lo stesso appartamento da 70 metri quadrati costava in media 860 euro al mese. Oggi il canone medio è salito a 1.250 euro, con un incremento del 45%. Anche in questo caso Bologna occupa il terzo posto a livello nazionale, preceduta da Milano e Firenze, entrambe con una crescita del 49%.

Sul fronte delle retribuzioni, invece, il capoluogo emiliano guida la graduatoria italiana insieme a Torino. Tra il 2019 e il 2025 gli stipendi netti sono aumentati del 12%, il dato più elevato tra le città analizzate. Tuttavia, l’incremento delle retribuzioni risulta molto inferiore rispetto a quello registrato dai canoni di locazione.

Per CNA il tema della casa sta assumendo un peso crescente anche dal punto di vista economico e produttivo. «Ormai il problema dell’affitto e dell’abitare in generale non solo è una questione sociale – spiega Claudio Pazzaglia, Direttore Generale CNA Bologna – ma è anche una emergenza economica che finisce per frenare la crescita, gli investimenti e lo sviluppo locale. CNA e le sue imprese si lamentano per la carenza di manodopera, ma spesso questa difficoltà è legata al problema di trovare lavoratori disponibili a trasferirsi in una città dai costi per l’affitto così elevati. Insomma il costo della casa è un vero ostacolo alla mobilità professionale, all’occupazione e alla capacità di attrazione dei territori più dinamici come quello di Bologna».

Secondo il CNA sarebbe opportuno un Piano casa efficace e incentivi destinati alla riqualificazione immobiliare, ritenuti strumenti necessari per rispondere all’emergenza. La situazione viene indicata come particolarmente critica nelle città universitarie e nei territori caratterizzati da una forte attrattività economica e turistica, dove la domanda abitativa continua a crescere più rapidamente rispetto all’offerta disponibile, con ricadute sul mercato del lavoro e sulla competitività dei territori.

Foto: Facebook Pensare Urbano

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