Entrano nella fase conclusiva le procedure per assegnare i 16 appartamenti di edilizia sociale realizzati nell’ex Clinica Beretta di via XXI Aprile 1945, a Bologna. Con la pubblicazione della graduatoria definitiva, avvenuta il 18 maggio 2026, la Fondazione Abitare Bologna inizierà a contattare i nuclei selezionati per le verifiche necessarie alla stipula dei contratti e per l’avvio del percorso di convivenza previsto dal progetto del condominio solidale XXI Aprile.

L’iniziativa rientra nel Piano per l’Abitare del Comune e punta a sviluppare un modello di abitazione collaborativa rivolto a categorie considerate più fragili nell’accesso alla casa. L’apertura della struttura è prevista entro il mese di giugno.

Le richieste presentate durante il bando, aperto tra fine novembre e fine dicembre dello scorso anno, sono state 487. Dopo le verifiche istruttorie e l’esame delle osservazioni successive alla graduatoria provvisoria, le domande ritenute valide sono diventate 414. Settanta, invece, quelle escluse per assenza dei requisiti richiesti. Le candidature idonee ma non assegnatarie resteranno inserite nella graduatoria per due anni, periodo durante il quale potranno subentrare in caso di rinunce o disponibilità future.

Una parte degli appartamenti sarà destinata con priorità a specifiche categorie sociali. Tra queste figurano famiglie monogenitoriali con figli, giovani coppie under 35, persone con disabilità motoria certificata, anziani over 70, rifugiati usciti dai percorsi di accoglienza e persone inserite in programmi pubblici di tutela contro la violenza domestica. Gli altri alloggi saranno attribuiti seguendo il criterio dell’Isee più basso.

Il progetto dell’ex Beretta è sostenuto economicamente anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e sarà gestito dalla Fondazione Abitare Bologna.

L’iniziativa ha però provocato nuove polemiche politiche sul fronte dell’emergenza abitativa. «La giunta Lepore prosegue nella sua narrazione facendo credere di essere vicini alla risoluzione dei problemi abitativi di Bologna. Questa volta tocca alla ex clinica Beretta di via XXI Aprile, per cui la giunta esulta in quanto si avvicina la ‘costruzione della comunità di abitanti’, perché a Bologna invece di creare alloggi per assegnarli a chi ne ha bisogno, il sindaco e i suoi preferiscono utilizzare le risorse pubbliche per costruire delle comunità a loro immagine e somiglianza», ha commentato la consigliera comunale di Fratelli d’Italia Manuela Zuntini-

Secondo Zuntini, il progetto avrebbe dovuto concludersi in due anni con 30 alloggi disponibili e un investimento iniziale di circa 3 milioni di euro. La consigliera sostiene che i tempi si siano allungati fino a sette anni, mentre il numero degli appartamenti si sarebbe ridotto a 16 con costi saliti a 4,7 milioni.

Anche il consigliere comunale della Lega Matteo Di Benedetto ha espresso critiche sull’operazione. «Il Comune continua a investire soldi pubblici in progetti abitativi costruiti su logiche ideologiche invece di dare risposte concrete a chi aspetta una casa popolare da anni. Dal 2019 ad oggi tempi e costi sono esplosi: gli alloggi previsti si sono ridotti, mentre le spese sono aumentate fino a sfiorare i 5 milioni di euro. Intanto migliaia di famiglie restano in graduatoria ERP senza risposte».

foto: da archivio

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