San Petronio, dal tetto della Croce Rossa musica per beneficenza ai malati di Covid-19

La band bolognese “Doctor Life”, scoperta da Lucio Dalla e composta da medici e un paziente, ha scelto come palco il tetto della Croce Rossa Italiana in via Emilia Ponente a Bologna per esibirsi in concerto il cui ricavato dei biglietti venduti servirà ad acquistare barelle per il trasporto dei malati da Covid-19

Quale occasione migliore a Bologna se non la festa patronale di san Petronio per fare prevenzione, attraverso la musica, nella lotta al Covid-19? A fare questa scelta è stata una band bolognese, Doctor Life, composta da sei medici e un paziente che hanno fatto della promozione della salute il proprio marchio di fabbrica musicale (e la propria missione di vita). Il via al concerto è questa sera alle 19,00 da un palco, certo, inusuale: il tetto della Croce Rossa Italiana di via Emilia Ponente, 56. Il biglietto lo si potrà acquistare a suon di visualizzazioni in diretta social, dal canale della Croce Rossa Italiana (CRI), su Facebook. Verranno installati, infatti, dei droni, che permetteranno la ripresa delle scene, per il coinvolgimento di una grande platea di pubblico. Irraggiungibile, se non attraverso il web, in questi tempi di emergenza sanitaria. Il ricavato del concerto sarà devoluto alla Croce Rossa bolognese per l’acquisto di barelle per il trasporto dei malati e alle attività di socio assistenza alle famiglie in questo periodo di difficoltà a causa dell’aumento del numero dei contagi.

Come riporta il Resto del Carlino, l’idea di “suonare dall’alto”, dalla terrazza di circa 600 metri quadri della CRI, e di riprendere tutto, è venuta proprio al presidente del Comitato bolognese della Croce Rossa, Marco Migliorini, dopo aver assistito a un concerto degli Stadio sul tetto dell’ospedale Sant’Orsola. Ed è stato proprio lui, a coinvolgere due band più adatte all’impresa di solidarietà. Prima i “Lescani”, un gruppo musicale formato da volontari con la casacca rossa, anche loro da sempre impegnati nella prevenzione, attraverso la musica. Che apriranno la serata. E poi, i “Doctor Life” che, intanto, durante i mesi di quarantena collettiva da Coronavirus, non sono stati con le mani in mano e hanno prodotto, ognuno in casa propria, un brano dal titolo CVD, acronimo di “Come Volevasi Dimostrare” ma anche abbreviativo della parola “Covid”. E non solo. L’acronimo, come specificato nella loro compilation “lockdown edition” su Youtube, si presta a mille significati diversi. Come “Ceppo Virale Dannato” o anche “Ci Vorrebbe un Dottore”.

Il testo è un promemoria della salute. Invita al distanziamento sociale, e alle buone pratiche per arginare il contagio, come lavarsi spesso le mani. E a non abbattersi, di fronte a quello che sembra un grosso sacrificio, per il bene di tutti, e per uscire presto da questa emergenza: «Perfida clausura, è quasi una tortura, ahimé. Sarebbe una sventura, non poter riabbracciare te. Non aver paura, arriverà la cura, ma misura anche quello che fai». Così recita una parte del brano, immerso in un sound latino e ballabile. Con più di 11 mila visualizzazioni Youtube e 5 mila su LinkedIn, i musicisti sono riusciti, dal cuore di Bologna, a raggiungere tutto il territorio nazionale. Con una pioggia di commenti positivi da parte di moltissimi utenti.  

La band è stata scoperta da un musicista e artista d’eccezione, Lucio Dalla. Ed è stato lui a sostenerli a non mollare il progetto. Una versione acustica del brano “CVD” è stata registrata proprio dallo “studiolo” del cantautore bolognese. Tra i loro brani, ce n’è anche uno, “Vacci”, che fa chiarezza sui vaccini e sull’importanza della vaccinazione. Non resta che attendere a stasera, per ballare e sentirsi meno soli. E magari, capirci un po’ di più, sull’importanza del distanziamento sociale, e su come affrontarlo, per uscire presto dalla curva del contagio.

foto: dalla pagina Facebook della band Doctor Life 

Condividi