“L’ultimo concerto”, quel concerto in silenzio mai iniziato e mai finito 

Un live con una line up coi fiocchi annunciato, ma mai suonato: un concerto in silenzio come gesto che facesse notare lo stato in cui versa la musica dal vivo dopo un anno dall’inizio della pandemia.

Un silenzio che fa rumore. Era l’obbiettivo dell’”L’ultimo Concerto”, un evento in streaming che ieri ha riunito 130 live club italiani presentato come un sabato sera all’insegna del divertimento, comodamente raggiungibile dal proprio divano sul sito www.ultimoconcerto.it e con una line up coi fiocchi: Lo Stato Sociale + I Botanici in diretta dall’Estragon Club di Bologna, I Pinguini Tattici Nucleari dallo Spazio Polaresco di Bergamo, Cosmo dal Fabrique ed i Lacuna Coil dall’ Alcatraz di Milano e molti altri artisti del panorama musicale italiano. Ma quell’ultimo concerto in realtà non c’è mai stato. Solo silenzio. Un live annunciato ma mai suonato come gesto che rendesse evidente lo stato in cui versa la musica dal vivo dopo un anno dall’inizio della pandemia. 

“L’ultimo concerto” come l’attesa dell’artista che non vedi da tempo, quell’artista che canta esattamente parole che sembrano state scritte per te. Tutto era pronto e nell’aria c’era la voglia di quei suoni che ti fanno vibrare la pelle e ti portano lontano. Tempo pochi minuti dopo l’orario d’inizio ed ecco che, sui social, iniziano i primi post relativi alla difficoltà per accedere all’evento. Non si riesce a caricare la pagina, ci sono troppi utenti connessi. 

Possibile che nessuno abbia pensato alla tanta richiesta che ci sarebbe stata con la fame di musica e di eventi che stiamo vivendo in questo periodo? Ed è proprio la fame a parlare, quella nera, quella che non chiede il permesso e che dipinge la schermata della pagina, a fatica caricata a parlare. Non si vede nulla, non si sente nulla. L’ultimo Concerto, dunque, non è mai iniziato, L’ultimo concerto non è mai finito.  

Quello che è andato in onda in streaming, ovvero il silenzio, è il grido disperato di un settore che da quasi un anno sta morendo e di un disagio che lentamente sta divorando chi, attraverso quei microfoni e quegli strumenti musicali amplificava le emozioni e le sensazioni. Ci sono cose che non possono rimanere in lockdown, che non hanno colore, che appartengono alla vita di tutti e continuano a girare pur rispettando le distanze ed è così che ci avvicinano. La musica è una di queste.

«Vi aspettavate di vedere un concerto, invece vi siete trovati davanti a un muro di silenzio. Non vi abbiamo preso in giro. I vostri artisti non vi hanno voluto fare un brutto scherzo. Abbiamo voluto trasmettervi un messaggio. Farvi capire qual è la situazione in cui ci troviamo. Da un anno, siamo obbligati al silenzio e cerchiamo di galleggiare, di preservarci per un futuro che ogni giorno sembra allontanarsi. Abbiamo voluto condividere con voi queste sensazioni e, con ancora questo sapore amaro in gola, vi chiediamo tutto il supporto e la comprensione di cui abbiamo bisogno», hanno scritto gli organizzatori sulla pagina Facebook del “L’ultimo concerto”.

Pronti per il prossimo concerto? 

 

 

video: dalla pagina Facebook “L’ultimo concerto”

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