I Presidenti dei Consigli d’Istituto della Città metropolitana di Bologna hanno inviato una lettera alle principali autorità nazionali e regionali per contestare il piano di dimensionamento scolastico che, secondo i firmatari, comporterebbe la soppressione di tre autonomie nei Comuni di Budrio, Zola Predosa e Castel San Pietro, con l’accorpamento di sei istituti comprensivi sotto singole dirigenze.
Autonomie tagliate in base a un parametro nazionale
La contestazione riguarda anche lo schema di decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito, firmato insieme al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che definisce il numero dei dirigenti scolastici e dei DSGA per l’anno 2026/2027 sulla base di un parametro unico: 938 alunni per autonomia.
Secondo quanto riportato, per l’Emilia-Romagna ciò significherebbe la perdita di 17 autonomie rispetto all’anno precedente.
«L’autonomia è un pilastro democratico, non una questione numerica»
I presidenti insistono sul valore educativo e democratico dell’autonomia delle scuole: «L’esperienza maturata negli anni insegna che l’autonomia di ogni Istituto scolastico non è una mera questione organizzativa o quantitativa, bensì un pilastro essenziale del vivere democratico della nostra Repubblica».
Per i firmatari, gli istituti autonomi sono presìdi fondamentali di partecipazione e prossimità, luoghi in cui lo Stato incontra i cittadini fin dall’infanzia.
Il rischio: riduzione della partecipazione e aumento delle fragilità
La lettera sottolinea che l’accorpamento ridurrebbe la rappresentanza delle comunità scolastiche: «Sopprimere un’autonomia non è solo riorganizzare risorse finanziarie: equivale a spegnere una voce culturale e civile».
I presidenti avvertono anche delle ricadute sui territori più fragili, in particolare quelli periferici e appenninici, dove la diminuzione delle autonomie potrebbe aggravare fenomeni di marginalizzazione e dispersione scolastica.
Una richiesta alle istituzioni: fermare gli accorpamenti
I firmatari chiedono agli enti istituzionali di sospendere le procedure di accorpamento e riaprire un confronto sul dimensionamento previsto dal PNRR.
Secondo la lettera, il risparmio economico sarebbe modesto mentre le conseguenze organizzative ed educative potrebbero essere rilevanti.

