Lepore e i numeri “del futuro”, i dati sulla sicurezza 2025 arrivano prima della fine dell’anno

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, non ha atteso nemmeno un giorno per ribattere alla classifica sulla criminalità pubblicata da Il Sole 24 Ore, che piazza il capoluogo al quarto posto in Italia per numero di reati denunciati nel 2024. Eppure, invece di commentare l’aumento di violenze sessuali, furti e rapine, Lepore ha preferito spostare l’attenzione in avanti: «Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto dal Viminale quelli del 2025 e il comunicato del Prefetto ha raccontato quanto i reati nella nostra città siano in calo», ha dichiarato durante la cerimonia per la festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate.

Una dichiarazione che lascia più di un dubbio. Come fa il sindaco ad avere avuto dal Viminale le statistiche di un anno che non è ancora terminato? Tradizionalmente si diffondono i dati annuali nell’ anno successivo, quando tutte le denunce vengono raccolte e verificate. Possibile, dunque, che Lepore disponga già di un bilancio completo dei reati del 2025, con mesi di anticipo? O siamo di fronte all’ennesima corsa alla propaganda preventiva?

Lepore ha sottolineato gli sforzi dell’amministrazione nei quartieri più difficili — «in piazza 20 settembre, al Pilastro e in Bolognina» — e ha rivendicato i risultati ottenuti dall’assessorato alla Sicurezza guidato da Matilde Madrid. Ma la realtà dei numeri ufficiali racconta altro: nel 2024 Bologna ha registrato 61.816 denunce, pari a 6.055 ogni centomila abitanti, con un incremento evidente rispetto all’anno precedente.

Il sindaco, invece di interrogarsi sul perché la città resti ai vertici nazionali per criminalità, preferisce citare dati futuri, invocare nuove risorse nella legge finanziaria e ricordare che l’ordine pubblico è competenza del Viminale. Un modo per spostare il discorso, forse, più che per affrontarlo.

Che Lepore si stia già preparando a raccontare un 2025 “più sicuro” resta un’ipotesi, ma il tempismo delle sue parole non può non far pensare a una mossa politica. Parlare di calo dei reati quando l’anno non è ancora finito sembrerebbe un modo per riscrivere in anticipo la realtà.

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