Canapa “light”, affossata l’ultima speranza ma “Don Chisciotte” Mantero ci riprova

Matteo Mantero ci riprova dopo essersi scusato. Il senatore del Movimento 5 stelle ha chiesto ieri di riammettere due emendamenti alla legge di Bilancio che andrebbero a regolamentare le vendita del fiore e della biomassa di canapa industriale (cosiddetta canapa “light”) e che erano stati ritirati senza neppure essere discussi nella seduta di sabato scorso in Commissione Bilancio. Dopo il flop, Mantero si era scusato perché ha percepito di aver illuso i tanti coltivatori di canapa e rivenditori dei suoi derivati. Il senatore aveva proposto una modifica, finita male, alla nuova legge di Bilancio per permettere la commercializzazione di infiorescenze e biomassa di canapa con THC fino allo 0,6%. Ma ieri, il senatore ci ha riprovato:«Dopo il mio intervento il governo si è impegnato ad approfondire la situazione e a pensare di ripresentarli come loro emendamenti nella legge di Bilancio. Insomma siamo di nuovo in gioco», ha scritto il senatore sulla sua pagina Facebook. 

Solo due giorni prima la delusione e le scuse:« Vi chiedo scusa per non essere stato in commissione a difendere l’emendamento». E il mea culpa non si è fermato qui: «Vi chiedo scusa se ho contributo a creare aspettative e attese che sono state deluse. Ma soprattutto vi chiedo scusa per la maggioranza di cui faccio parte, perché mentre il resto del mondo veleggia sulla rotta della legalizzazione della “marijuana” noi abbiamo paura di affrontare il tema della canapa industriale, di regolamentare la vendita di un fiore senza alcun “effetto stupefacente” ma che permetterebbe a migliaia di persone, agricoltori e commercianti, di continuare a lavorare e pagare le tasse». 

Sembra di vedere un uomo da solo contro il resto del mondo, il “Don Chisciotte” della canapa e, non dubitando della buona fede di Mantero, i dubbi vengono però sul Movimento 5 stelle di cui il senatore ne fa parte. Secondo il sito web beleafmagazine.it esiste un documento datato 2019 che dimostra che sarebbe lo stesso M5s a non volere che sia trattato l’argomento canapa per evitare che Salvini faccia propaganda contro il governo. All’interno del documento ci sarebbe un «riferimento al non parlare di legalizzazione in quanto “tema divisivo”», si legge su Beleafmagazine.it.  

Se fosse davvero così, e il documento lo proverebbe, allora quel Movimento che avrebbe dovuto «aprire il Parlamento come una scatola di tonno» è ancora sotto scacco della Lega di Matteo Salvini.

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