Bologna chiude il 2025 con un incasso record di 23,5 milioni di euro dalla tassa di soggiorno, un aumento del 43% rispetto ai 16,4 milioni del 2024. Ma dietro il dato da primato si nasconde una realtà più complessa: gran parte dell’incremento deriva dall’aumento delle tariffe. Dal 1° aprile 2025, in occasione del Giubileo, le tariffe sono state rialzate fino a 7 euro a notte per persona nelle strutture alberghiere, con una tariffa fissa di 2,80 euro per campeggi e ostelli e il 10,5% del costo per gli appartamenti affittati tramite piattaforme online. L’innalzamento, consentito dalla legge, ha inevitabilmente inciso sul gettito.

Il Comune ha destinato il 57% della tassa di soggiorno (che va interamente al Comune) a cultura, sport e promozione della città, mentre per la prima volta il 20% è stato destinato a pulizia e decoro del centro storico. Il 17% è stato investito nella conservazione del patrimonio storico, con particolare attenzione al restauro della Garisenda, e il 6% a verde pubblico e decoro urbano.

Per Confesercenti Bologna, però, l’aumento della tassa ha creato malumori tra i turisti, il turismo del 2026 è ripartito lentamente e la concorrenza con aeroporti privati regionali rischia di penalizzare il settore. «Ci aspettiamo che i fondi aggiuntivi vengano utilizzati per promozione turistica nei periodi di bassa stagione e per eventi e congressi, altrimenti il record rischia di essere solo un’illusione», avvertono gli operatori.

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