Il Comune di Bologna conferma che i lavori per il Museo dei Bambini al Pilastro proseguiranno nonostante le proteste. Un centinaio di manifestanti del comitato Mubasta sono entrati in Comune per chiedere un confronto con il sindaco Matteo Lepore, ottenendo però solo un colloquio con il capo di gabinetto Sergio Lo Giudice. «Il progetto andrà avanti», ha detto Lo Giudice, mentre gli attivisti hanno forzato la barriera della polizia, preso a manate il vetro del gabinetto del sindaco e urlato: «Fermare i lavori subito. Ascoltate gli abitanti del Pilastro».
I finanziamenti possibile motivo del non ascolto
La decisione di non aprire alcun dialogo e portare avanti il progetto potrebbe essere legata ai vincoli dei finanziamenti pubblici, che rendono difficile qualsiasi stop dei lavori. Il progetto ha un costo totale di 6.355.599,50 euro, di cui circa 4,1 milioni destinati ai lavori e il resto a spese tecniche e altri oneri. La maggior parte dei fondi, 5.555.599,50 euro, proviene dai Fondi dei Piani Urbani Integrati (PUI-nazionali), mentre 800.000 euro arrivano dal bilancio comunale.
I PUI, inseriti nella Missione 5 del PNRR, sono destinati alla rigenerazione delle periferie e alla promozione dell’inclusione sociale, e devono essere spesi e rendicontati entro scadenze precise. In caso contrario, il Comune rischierebbe di perdere quote di finanziamento e di affrontare controlli più severi sulle spese.
Le proteste non finiranno
Gli attivisti del comitato Mubasta continuano a contestare il progetto, chiedendo lo stop immediato dei lavori. «Allora ci riprenderemo il parco», hanno dichiarato, criticando il modo in cui il Comune gestisce la situazione e ricordando come il parco sia «la socialità e la storia del Pilastro, il cuore del rione». La risposta dell’amministrazione, secondo quanto riportato dal capo di gabinetto Sergio Lo Giudice, è stata netta: «Il progetto andrà avanti».
Lepore tira dritto su Youtube
Il sindaco Matteo Lepore ha rilanciato il progetto con la prima puntata del nuovo format ‘Dillo al sindaco’, chiarendo (senza contraddittorio) alcune polemiche sul Museo Futura: la struttura sarà di legno e vetro, non un «ecomostro di cemento», occuperà 740 metri quadrati anziché 1.500, e il piazzale accanto sarà trasformato in prato. L’ingresso sarà gratuito e il museo non è pensato per i turisti, ma per famiglie e attività educative.
La combinazione di vincoli finanziari, fondi vincolati e scadenze del PNRR/PUI renderebbe quindi difficile per l’amministrazione fermare il progetto e spiegherebbe in qualche modo perché il Comune tiri dritto senza ascoltare le proteste del quartiere.

