A soli sei giorni dall’annuncio che i dati del 2025 erano ancora in fase di elaborazione e che il report completo sarebbe stato disponibile solo «nelle prossime settimane», il Comune di Bologna ha diffuso oggi un report su Bologna Città 30, con numeri dettagliati su incidenti stradali, morti, feriti, traffico, mobilità ciclistica e inquinamento, guarda caso pochi giorni dopo la bocciatura del limite dei 30 km/h da parte del TAR. Il rilascio rapido del documento pone interrogativi su come sia stato possibile completare in così poche ore un lavoro che l’amministrazione stessa aveva indicato come incompleto e bisognoso di settimane.
Fonti dei dati
I dati principali provengono da strutture vicine all’amministrazione comunale o alla Regione Emilia-Romagna. Gli incidenti e le persone ferite o decedute sulle strade urbane sono rilevati dalla Polizia Locale, mentre la gravità degli incidenti proviene dall’Ausl.
I flussi ciclistici e il traffico veicolare sono monitorati tramite contatori installati dal Comune stesso, e il servizio di bike sharing si basa sui dati forniti dal gestore RideMovi che ha l’affidamento dal Comune di Bologna.
L’analisi della qualità dell’aria, in particolare i livelli di NO2, deriva da una centralina urbana di ARPAE, considerata rappresentativa del traffico cittadino.
Anche i calcoli dei costi sociali evitati dagli incidenti non deriva nemmeno da rilevazioni dirette del Comune, ma è una stima basata su parametri ministeriali, applicata ai dati degli incidenti forniti dalla stessa Polizia Locale.
I numeri del Comune di Bologna
Il documento mostra un calo di incidenti e morti e un aumento della mobilità sostenibile. Rispetto alla media 2022-2023, gli incidenti totali diminuiscono del 13%, le persone decedute del 38% circa e quelle ferite del 4,6%. Il traffico urbano cala del 9%, i flussi ciclistici crescono del 19% e le corse di bike sharing raddoppiano, mentre i livelli di NO2 si riducono del 24,4%. L’amministrazione interpreterebbe questi numeri come un successo della Città 30, anche se tutte le rilevazioni non sembrano confrontate con dati esterni indipendenti.
Altri dubbi e osservazioni
Prendendo per buoni i dati del Comune, nei primi sei mesi del 2023, prima dell’introduzione del limite dei 30 km/h, gli incidenti, i morti e i feriti erano comunque in calo. Se il trend positivo era già presente senza la Città 30, quanto è affidabile attribuire esclusivamente a questo provvedimento il calo osservato nel biennio 2024-2025?
In aggiunta, la Città Metropolitana di Bologna, il 18 novembre 2025, ha comunicato un aumento dei feriti e dei morti a Bologna città.
In questo contesto, il rapido rilascio del report, i dati pre-Città 30 e le rilevazioni metropolitane contrastanti evidenziano come la lettura del successo della Città 30 richieda una valutazione critica delle fonti e dei metodi di elaborazione.

