A Bologna si torna ad asfaltare. Alcune strade che da anni presentavano pavimentazioni fortemente deteriorate vengono finalmente sistemate. E anche in via Santo Stefano e via Farini l’asfalto arriva sopra i vecchi basoli storici, questa volta con una giustificazione precisa: mettere in sicurezza la strada. Il Comune parla di un intervento provvisorio. I basoli storici vengono coperti e la Soprintendenza ha autorizzato l’operazione proprio perché temporanea. Mentre Palazzo d’Accursio, dice, lavora a un progetto definitivo per rifare in pietra l’intero asse Santo Stefano-Farini.

Il problema è arrivarci sempre alla fine

La domanda, però, è un’altra: perché aspettare che le strade siano ormai degradate per intervenire? Nel caso di via Santo Stefano, la situazione è peggiorata anche dopo la chiusura di via San Vitale, che ha riversato sulla strada un traffico straordinario, soprattutto di autobus deviati proprio in via Santo Stefano da chi ha riorganizzato la mobilità.

E l’asfalto arriva nell’ultimo tratto del mandato

C’è poi un elemento politico che non si può ignorare: le prossime elezioni comunali sono previste nella primavera del 2027. Ora, naturalmente, non si può affermare che gli interventi vengano realizzati per motivi elettorali. Ma è un fatto che, entrando nell’ultimo tratto del mandato, il Comune stia mettendo mano a strade che per anni hanno mostrato segni evidenti di degrado, peggiorato dal via vai di mezzi pesanti in città per la costruzione della linea ferrotranviaria. Questo il Comune non lo ha mai fatto notare. Anzi, ha dato la colpa solo al cambiamento climatico.

E l’asfalto è una delle opere più visibili che un’amministrazione possa realizzare. Il cittadino vede la strada nuova. Vede sparire le buche. Vede un problema risolto.

L’asfalto copre il problema

Via Santo Stefano è un caso emblematico. L’asfalto risolve nell’immediato il problema della sicurezza, ma sotto rimangono i basoli rovinati e distrutti. Il Comune promette una nuova pavimentazione lapidea. Bene. Ma sarebbe ancora meglio arrivare a una città nella quale le strade vengano mantenute prima di essere distrutte e nelle quali gli interventi non devono aspettare l’emergenza. O le elezioni.

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