È entrato nel vivo il processo per l’omicidio di Fallou Sall, il 16enne ucciso lo scorso settembre in via Piave a Bologna. Ieri nel Tribunale per i minorenni, si è tenuto un importante passaggio del dibattimento, con il confronto tra i consulenti medico-legali della Procura e della difesa. Per la prima volta ha presenziato in aula il giovane imputato, anch’egli 16enne, trasferito per l’occasione dall’Istituto penale minorile di Nisida, dove si trova detenuto. La sua presenza era legata alla necessità di mostrare alcune lesioni agli esperti medico-legali.
Secondo quanto emerso dalle indagini, il ragazzo è accusato di aver accoltellato Fallou Sall durante una lite in strada, culminata in tragedia. A scatenare il tutto sarebbe stato un precedente scontro con un altro minorenne, un 17enne di origine bengalese, amico della vittima. Quel ragazzo, oggi accusato a sua volta di lesioni e molestie telefoniche ai danni dell’imputato principale, ha scelto la via della messa alla prova: la sua posizione è stata stralciata.
Cosa dice la difesa
La difesa continua a sostenere la tesi della legittima difesa: «Il ragazzino avrebbe colpito alla cieca per difendersi», ha spiegato l’avvocato Pietro Gabriele, legale del giovane imputato. Diversa la lettura della Procura, che parla invece di omicidio volontario.
Durante l’udienza sono stati ascoltati due testimoni: un operatore del 118 e un agente di polizia. Al termine, i due consulenti medico-legali sono stati messi a confronto in aula, anche se il legale Gabriele ha parlato di «uno pseudo confronto incrociato».
«Il processo sta entrando nel clou della parte istruttoria – ha dichiarato il difensore – e la cosa buona è che si sta svolgendo in maniera serena tra le parti. La speranza è che si arrivi ad un accertamento della verità che sia più aderente possibile alla realtà, in uno spirito di collaborazione tra accusa e difesa. Perché comunque parliamo di ragazzi, parliamo di confronto tra ragazzi e mai tra mostri. I ragazzi singolarmente presi sono tutti bravi, buoni. Il problema può succedere se si riuniscono in gruppo».
La prossima udienza è fissata per il 16 luglio: verranno ascoltati due amici di Fallou, che potrebbero offrire nuovi elementi per chiarire le dinamiche dell’accaduto.

