L’accoltellamento del 1°maggio in via Zamboni è solo l’ultimo di una serie, «È emergenza»

La presidente del Tribunale dei Minorenni di Bologna, Gabriella Tomai: «Il fenomeno è un’emergenza».

«O mi dai l’orologio o la donna»: è la frase che ha scatenato un’aggressione ad opera di un gruppo di minorenni all’esterno di un locale in via Zamboni, nel centro universitario di Bologna, durante la notte del primo maggio. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, le due vittime, di 27 e 29 anni, appena uscite dal locale sono state circondate dai coetanei della banda che ha dato inizio alla violenza, dapprima con calci e pugni, poi con colpi di bottiglia e, infine, con due coltellate inferte al petto del ventisettenne. Il movente, confessato direttamente da uno degli aggressori, sembra essere un attacco di rabbia. 

Due dei cinque aggressori sono stati identificati quella stessa notte, mentre gli altri tre sono stati rintracciati in seguito dai carabinieri grazie all’aiuto di telecamere di sorveglianza e di testimoni: si tratta di un gruppo di ospiti in una delle comunità di Bologna che si occupano di accogliere minori non accompagnati. Il responsabile dell’accoltellamento ha 17 diciassette anni, ed ora si trova all’Istituto Penale Minorile di via del Pratello con l’accusa di tentato omicidio. Gli altri quattro responsabili sono stati denunciati per lesioni.  

Questo evento si aggiunge alla consistente lista di aggressioni e violenze nel Bolognese da parte di minori, che già nel 2019 avevano donato alla città il triste titolo di “capitale delle baby gang”. Ad oggi i dati continuano a preoccupare con le notizie dell’ultimo periodo: vanno ricordate, ad esempio, la serie di molestie, imbrattamenti e altri atti vandalici ad opera di quattro ragazzi di meno di quattordici anni nel quartiere Savena, le “spedizioni punitive” fuori dalle scuole in Corticella, e la violenza, avvenuta l’11 maggio 2022 a Monghidoro, ai danni di un ragazzo che è stato accoltellato tre volte, nell’intento di difendere il fratellino minacciato da un gruppo di sedicenni. 

 Nell’evidente clima di tensione e tentativi di ricondurre il fenomeno ad una causa specifica da attenzionare, giungono al pubblico le parole della presidente del Tribunale dei Minorenni di Bologna, Gabriella Tomai: «Il fenomeno è un’emergenza. È necessario intervenire in modo serio sul sistema dell’accoglienza». 

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