Sicurezza sugli autobus Tper, Bologna ci piace: «Cabine protettive dopo le minacce a un autista»

Un intervento urgente sulla sicurezza degli autisti Tper arriva in Consiglio comunale dopo l’episodio del 12 gennaio scorso, quando un passeggero ha minacciato con un oggetto contundente il conducente di un autobus della linea 33. Durante il question time di domani, la consigliera comunale del Gruppo consiliare Bologna ci piace, Samuela Quercioli, chiederà all’amministrazione di Bologna di sollecitare l’azienda di trasporto pubblico all’installazione di cabine protettive per il personale di guida e di chiarire se siano previsti protocolli più stringenti con le forze dell’ordine.

Secondo quanto evidenziato, nonostante Tper abbia completato l’installazione dei sistemi di videosorveglianza a bordo dei mezzi, mancano ancora cabine protettive o misure efficaci di isolamento per gli autisti. Una carenza che, viene sottolineato, espone quotidianamente gli operatori a rischi concreti e limita la prevenzione degli episodi di violenza, rendendo più difficile anche un intervento tempestivo delle forze dell’ordine.

Il caso della linea 33 ha riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza nel trasporto pubblico locale, sia per chi guida i mezzi sia per i passeggeri. La richiesta rivolta al Comune punta a un ruolo più attivo dell’Amministrazione nei confronti di Tper, affinché vengano adottate soluzioni già presenti in altre città italiane.

Nel dibattito viene richiamato anche il contesto economico dell’azienda di trasporto, che negli ultimi anni ha registrato utili e dispone di risorse finanziarie. Un elemento che rafforza la domanda sul perché le cabine protettive non siano ancora state installate, soprattutto alla luce delle esperienze di realtà come Roma, dove gli autisti sono già dotati di cabine blindate.

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