Plastic tax, Confindustria: «Colpirà soprattutto l’Emilia-Romagna»

«Con questa tassa, tra cinque anni in Italia non avremo migliorato nessun processo produttivo e avremo ridotto occupazione e imprese attive»: l’allarme lanciato ieri da Valter Caiumi, presidente della Confindustria Emilia, si aggiunge ai commenti negativi sollevati verso la “Plastic Tax”, un provvedimento del governo che tasserà tutti i prodotti monouso in plastica.  La tassa, proprio perché attacca anche la plastica utilizzata per i classici imballaggi, colpirà soprattutto l’Emilia Romagna, la regione dove vi è il più alto concentramento di industrie che producono macchinari per l’impacchettamento in tutta Europa, una zona fra Bologna e Reggio Emilia chiamata “Packaging Valley”. Proprio questa è la preoccupazione di Caiumi, il quale ha dichiarato: «Il territorio regionale ospita 230 imprese con oltre 17 mila occupati e un fatturato annuo di 5 miliardi di euro, pari al 63% del giro di affari nazionale e ciò verrebbe inevitabilmente intaccato da questo provvedimento assolutamente nebuloso”.  

Il presidente della Confindustria Emilia sostiene poi che la plastica sia un comparto “di eccellenza oggi messo semplicisticamente in cattiva luce”. Bisogna ricordare però che, secondo i dati del Report di WWF del 2019, 53 milioni di tonnellate di plastica finiscono nel Mar Mediterraneo e proprio l’Italia, per quanto abbia la più grande industria di riciclaggio del “Mare Nostrum”, è anche il più grande produttore di manufatti in materiale plastico.  

Per Valter Caiumi questa misura porterà ad un “incremento del 110% del costo della materia prima che sottrarrà fondi alle nostre imprese per la riconversione della produzione dal materiale plastico a materiali biodegradabili”. Il presidente si dimentica però che nella bozza della manovra sono previsti degli incentivi proprio alle aziende che decideranno di produrre questi materiali ecosostenibili.  

Anche Stefano Bonaccini, presidente della regione Emilia-Romagna, è contrario all’attuale versione del provvedimento e ha dichiarato di voler «modificare la legge».

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