«I dati della Regione Emilia-Romagna smontano la narrazione della sinistra sull’immigrazione». È la posizione espressa dal consigliere regionale Tommaso Fiazza (Lega) dopo la Commissione dedicata alla legge sull’integrazione dei cittadini stranieri immigrati. Nel corso della seduta sono stati richiamati numeri sul rapporto tra immigrazione e lavoro in Emilia-Romagna. Solo il 27% degli stranieri presenti sul territorio regionale risulterebbe infatti arrivato per motivi occupazionali.
Fiazza ha citato anche i dati relativi ai permessi di soggiorno rilasciati nel 2024: circa 27mila complessivi, di cui 3.585 legati al lavoro. Per le donne, la quota di permessi per motivi occupazionali scenderebbe sotto il 2%.
Il consigliere regionale della Lega ha poi riportato alcuni dati sull’utilizzo del welfare e dei servizi. Secondo quanto riferito, il 12% della popolazione straniera assorbirebbe quasi il 30% del welfare regionale, mentre oltre il 25% degli alloggi popolari sarebbe assegnato a cittadini stranieri.
Sul fronte sanitario, oltre il 40% degli accessi stranieri ai pronto soccorso avverrebbe senza reali urgenze. I minori stranieri rappresenterebbero il 44% dei ragazzi seguiti dai servizi sociali, mentre il tasso di disoccupazione sarebbe circa tre volte superiore rispetto a quello degli italiani.
Nel suo intervento Fiazza ha collegato questi dati a una critica del modello di integrazione. «Altro che ‘ci pagheranno le pensioni’: con un welfare sempre più sotto pressione e un’immigrazione poco legata al lavoro, il rischio è che pensioni e servizi continuino a indebolirsi proprio per chi lavora, paga le tasse e manda avanti questo Paese, italiani e stranieri onesti compresi. Continuare a difendere un modello basato solo su assistenzialismo e multiculturalismo ideologico significa creare nuove sacche di povertà, tensione sociale ed emarginazione».

