È stato proclamato lo stato di agitazione per i lavoratori impiegati negli appalti della distribuzione e consegna Amazon nella provincia di Bologna. La mobilitazione interessa il magazzino DER1 di Valsamoggia, il magazzino DER5 di Calderara di Reno, il magazzino HER1 sempre a Calderara e il magazzino Micro Mobility nel centro di Bologna.
La decisione nasce dalla richiesta di garantire la corretta applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro lungo tutta la filiera, con particolare attenzione alla gestione dei danni ai furgoni utilizzati per le consegne. Il sindacato segnala che tali danni non dovrebbero essere addebitati ai lavoratori in modo improprio.
La situazione riguarda in particolare la società TDU Srl, una delle dieci aziende appaltatrici di Amazon sul territorio bolognese, con circa 200 dipendenti. Secondo la Filt CGIL, l’azienda avrebbe tentato di far rientrare episodi di normale attività lavorativa tra quelli di “colpa grave”. Tra questi, si segnalano casi in cui un autista, durante una manovra in retromarcia, urta il paraurti del furgone causando un danno. In queste circostanze, l’azienda avrebbe trattenuto 500 euro dalla busta paga a titolo di franchigia, definendo il comportamento come “colpa grave”. Una prassi che, secondo il sindacato, aggira quanto previsto dal contratto collettivo, secondo cui il primo danno dell’anno non comporta obblighi di risarcimento a carico del lavoratore.La questione è particolarmente sentita perché ogni giorno gli autisti consegnano in media 150 pacchi, con altrettante manovre e parcheggi, rendendo fisiologici eventuali errori. Per questo motivo la mobilitazione coinvolge l’intera filiera degli appalti Amazon a Bologna, per assicurare il rispetto del contratto nazionale e prevenire pratiche simili da parte di altre società.
Oltre alle trattenute in busta paga, il sindacato Filt CGIL denuncia comportamenti antisindacali da parte dell’azienda. Negli ultimi tempi sarebbero stati avviati procedimenti disciplinari, con controlli occulti, che farebbero presagire l’intenzione di licenziare rappresentanti sindacali. Il sindacato sostiene inoltre che non siano state fornite prove o documentazioni nei procedimenti, impedendo ai lavoratori di difendersi adeguatamente.La Filt CGIL di Bologna e la rappresentanza sindacale della filiera chiedono dunque la corretta applicazione del contratto collettivo nazionale e l’interruzione dei comportamenti ritenuti antisindacali nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori.

