Sarebbe un “compagno di camminate” delle vittime, appartenente alle comitive che organizzano trekking a San Luca, l’uomo di mezza età indagato per le scritte offensive e sessiste comparse lo scorso agosto sul portico che porta al santuario della Madonna di San Luca, a Bologna.
L’uomo è accusato di diffamazione, stalking e danneggiamento aggravato, anche perché i muri imbrattati rientrano tra i beni culturali tutelati dall’Unesco. Le frasi comparse sotto il portico riportavano nomi, cognomi, città di residenza, contatti e riferimenti social di una ventina di donne, accompagnati da insulti e contenuti a sfondo sessista.
L’inchiesta della Procura di Bologna si basa su più elementi ritenuti convergenti. Gli agenti del Commissariato di Santa Viola hanno analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che avrebbero ripreso gli spostamenti dell’uomo nelle ore precedenti alla comparsa delle scritte.
Un ulteriore riscontro arriva da una perizia calligrafica, che secondo gli investigatori evidenzierebbe una corrispondenza tra la grafia degli insulti e altri scritti riconducibili allo stesso soggetto. Per il pubblico ministero è stato chiesto il giudizio immediato.
Le indagini sono partite dalle denunce presentate da circa venti donne, tutte coinvolte nelle stesse comitive di trekking frequentate anche dall’indagato dal 2023. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe raccolto numeri di telefono e informazioni personali durante le camminate, per poi contattare le donne sui social con messaggi e richieste insistenti.
In diversi casi, secondo le testimonianze raccolte, i contatti si sarebbero trasformati in messaggi sempre più pressanti e aggressivi dopo i rifiuti. In una circostanza, l’uomo si sarebbe anche presentato nei pressi dell’abitazione di una delle donne dopo essere risalito al suo indirizzo attraverso informazioni parziali..

