Senza dimora multato durante il lockdown, giustizia dopo quattro anni: la sentenza che fa riflettere

Una vicenda lunga e dolorosa, ma con un epilogo positivo: Franco (nome di fantasia), una persona senza fissa dimora multata nel pieno della pandemia da COVID-19 per non aver rispettato l’obbligo di rimanere a casa, ha finalmente ottenuto giustizia. Dopo quattro anni, il Giudice di Pace ha annullato la sanzione di 409 euro, riconoscendo che, non avendo una casa, la condotta contestata era inevitabile.

La multa durante il lockdown

Il 17 aprile 2020, Torino era in piena emergenza pandemica. La città, come il resto d’Italia, era paralizzata dalle rigide restrizioni sanitarie. Per Franco, che viveva in un dormitorio fuori città, queste regole rappresentavano un ostacolo insormontabile. Durante il giorno, come in quasi tutte le strutture simili, il dormitorio chiudeva e gli ospiti venivano invitati a uscire fino alla riapertura serale.

Franco, senza alternative e senza appoggi in città, cercava di rimanere invisibile. Ma quella mattina, mentre si trovava in un parco, è stato fermato dalla polizia e sanzionato con una multa di 409 euro. Una cifra insostenibile per chi vive in strada.

Un sistema che punisce la povertà

Per molte persone senza fissa dimora, le multe rimangono un ostacolo silenzioso. Non avendo possibilità di pagarle, il debito cresce fino a diventare insormontabile. Questa situazione crea un paradosso crudele: anche chi tenta di ricostruirsi una vita, trovando lavoro o una casa, si ritrova intrappolato da debiti accumulati nel periodo più difficile.

L’intervento di Avvocato di Strada

A distanza di anni, Franco ha trovato un aiuto concreto grazie ad Avvocato di Strada, associazione che fornisce assistenza legale gratuita alle persone senza dimora. A fine 2023, Franco ha incontrato l’avv. Andrea Giovetti, che ha presentato un ricorso al Giudice di Pace.

L’argomentazione era semplice: Franco non poteva rispettare l’obbligo di rimanere a casa perché una casa non l’aveva. Il 12 novembre 2024, il Giudice di Pace ha annullato la multa, sottolineando che la condotta di Franco era “inesigibile”.

Una vittoria amara

Antonio Mumolo, presidente nazionale di Avvocato di Strada, ha commentato: «È una storia che è finita bene, ma non possiamo non chiederci perché debbano passare anni per ottenere giustizia in casi così evidenti. Quante altre multe sono state inflitte a persone senza fissa dimora durante il lockdown? E quanti altri come Franco portano sulle spalle debiti che non hanno possibilità di affrontare?»

Riflessioni sul futuro

La vicenda di Franco accende i riflettori su un problema sistemico: le politiche di gestione della povertà che, anziché includere, rischiano di escludere ulteriormente chi si trova ai margini. Il caso potrebbe rappresentare un precedente importante per altre persone nella stessa situazione, ma solleva anche interrogativi sull’urgenza di politiche più inclusive e su una giustizia più tempestiva.

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