È scontro sul Giardino di San Leonardo, protesta contro il progetto di fianco alla Johns Hopkins University: ecco perché

La tensione attorno al Giardino di San Leonardo, il giardino di fianco alla Johns Hopkins University e da sempre popolato da studenti con grandi sofore, pioppi neri, cedri dell’Himalaya, aceri argentei e farnie nel cuore di Bologna, si è trasformata ieri in una protesta sul campo. Un gruppo di cittadini, tra cui anche alcuni comitati e collettivi studenteschi, si è radunato spontaneamente per impedire l’avanzamento dei lavori avviati dalla Johns Hopkins University (con l’ok dell’amministrazione comunale) che confina con l’area verde. Secondo i manifestanti, gli interventi in corso rischiano di danneggiare in modo irreparabile le radici di tre alberi di alloro, al centro della contesa.

La scintilla è scattata sui social, dove nella mattinata di ieri è stato lanciato un appello per difendere il giardino da quella che alcuni residenti considerano una «privatizzazione mascherata». A preoccupare è proprio l’accordo siglato dal Comune con l’università americana, che prevede un intervento di riqualificazione dell’area da parte dell’ateneo in cambio dell’apertura di una caffetteria all’interno del parco.

«Non è una privatizzazione, ma una collaborazione» (sic!)

A smentire le accuse è l’assessore comunale all’urbanistica, Raffaele Laudani, che chiarisce: «Non si tratta di una privatizzazione, ma di un patto di collaborazione che prevede che la Johns Hopkins si occupi della riqualificazione e della manutenzione dell’area, mentre il progetto di apertura della caffetteria e del taglio delle piante è ancora al vaglio degli uffici comunali oltre che della sovrintendenza». Laudani ha anche annunciato l’intenzione di organizzare un incontro pubblico per discutere il progetto insieme ai cittadini e ai rappresentanti dell’università.

Ma chi si oppone all’intervento non si accontenta. Da settimane ha adottato lo slogan «No privatizzazione» e ieri ha rilanciato la mobilitazione. «Mobilitarsi contro la privatizzazione di san Leo è una battaglia che riguarda tutte, opporci all’apertura del bar della Johns Hopkins è una battaglia che riguarda tutte, pretendere più verde e meno cemento in questo parco come in tutta la città è una battaglia che riguarda tutte. E non faremo passi indietro», si legge in una nota firmata dal comitato e rilanciata anche dal Cua.

Per oggi sono previste nuove iniziative tra cui oggi un incontro pubblico nel pomeriggio alle 17, sempre all’interno del giardino.

Il caso sta assumendo contorni sempre più simili a quello delle scuole Besta nel Parco Don Bosco, che ha portato l’amministrazione a un dietrofront.

foto: pubblica su Facebook Hansy Lumen

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