Una petizione online il quadruplicamento ferroviario Bologna–Castel Bolognese: «Un progetto ormai superato»

È stata lanciata una petizione online per chiedere alla Regione Emilia-Romagna e a RFI (Rete Ferroviaria Italiana) di rivedere il progetto di quadruplicamento ferroviario tra Bologna e Castel Bolognese. A promuoverla è il Coordinamento dei Comitati, che invita i cittadini a sostenere le proposte tecniche alternative già illustrate da esperti del settore.

Parallelamente, il consigliere regionale Marco Mastacchi ha presentato un’interpellanza alla Regione chiedendo che la Commissione convochi un’audizione pubblica tra i tecnici indipendenti — tra cui l’ingegnere Eugenio Milizia — e i rappresentanti tecnici di RFI e della Regione. L’obiettivo è aprire un confronto trasparente e documentato sul progetto, che secondo i promotori della petizione risulta ormai anacronistico.

Il Coordinamento contesta infatti la necessità di un quadruplicamento della linea, ritenendo che l’adozione del sistema ERTMS/ETCS, già approvato e finanziato dal PNRR e operativo entro il 2031, possa garantire un aumento della capacità ferroviaria senza nuovi binari né infrastrutture invasive. «È assurdo che la politica non voglia prendere atto di questa realtà tecnica», si legge nella nota. «Continuare a spingere su un progetto anacronistico significa sprecare risorse pubbliche, aggravare l’impatto ambientale e ignorare il progresso tecnologico già in corso».

I comitati chiedono dunque un cambio di rotta, sostenendo soluzioni più moderne e sostenibili, in linea con gli standard europei. Tra le proposte, la deviazione del traffico merci verso percorsi alternativi — da Faenza a Lugo, Lavezzola e Ferrara — e l’utilizzo delle tecnologie ERTMS L2 ed ERTMS HD sulla rete esistente a due binari, per aumentare la capacità della tratta senza ampliamenti strutturali. Il Coordinamento sollecita inoltre l’installazione di barriere antirumore lungo tutto il percorso.

«Non ci faremo calpestare dalla politica del ‘fare’ tanto per fare» dichiara il Coordinamento. «Siamo cittadini informati, tecnici qualificati e amministratori consapevoli. Chiediamo solo buon senso, trasparenza e rispetto per il territorio».

La richiesta, condivisa da diversi tecnici e cittadini, mira a spingere la Regione a un confronto reale e documentato, come previsto nell’interpellanza di Mastacchi, affinché le scelte future tengano conto delle evoluzioni tecnologiche e ambientali già disponibili.

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