Indennità di pronto soccorso, la Regione pronta a coprire il divario: il sindacato infermieri Nursind chiede atti immediati

La Regione Emilia-Romagna sarebbe pronta a mettere risorse proprie per garantire integralmente l’indennità di pronto soccorso prevista dal contratto nazionale, colmando la differenza tra quanto stabilito dal Contratto collettivo nazionale del lavoro (Ccnl) e i fondi trasferiti dallo Stato. L’ipotesi, emersa durante l’ultimo tavolo di confronto con i sindacati, riguarda circa 5,8 milioni di euro all’anno a partire dal 2026, oltre agli arretrati del triennio 2023-2025.

Al centro del confronto c’è l’indennità destinata agli infermieri dei pronto soccorso, tema che nelle ultime settimane ha visto il sindacato degli infermieri e delle infermiere Nursind in prima linea, con l’annuncio dello stato d’agitazione e una serie di incontri con le istituzioni regionali. Dopo le dichiarazioni dell’assessore alla Sanità Massimo Fabi e del presidente della Regione Michele de Pascale sull’importanza di investire nel personale sanitario, arriva ora un’apertura concreta sulla possibilità di integrare con fondi regionali quanto non coperto dai trasferimenti statali.

«L’indennità di pronto soccorso prevista dal Ccnl non è né un premio, né una concessione politica: è un diritto contrattuale per riconoscere una condizione lavorativa oggettivamente più gravosa. Accogliamo quindi favorevolmente la decisione dell’ente di coprire con risorse proprie il divario tra quanto previsto dal contratto nazionale e quanto lo Stato effettivamente trasferisce alle Regioni: circa 5,8 milioni di euro all’anno a partire dal 2026, più gli arretrati del periodo 2023-2025. Una stima emersa durante l’ultimo tavolo di confronto e un risultato che arriva grazie all’incessante lavoro anche e soprattutto del Nursind: avevamo annunciato lo stato d’agitazione, siamo sempre stati presenti ad ogni incontro con le istituzioni e non abbiamo mai arretrato di un centimetro le nostri posizioni», ha dichiarato Antonella Rodigliano, segretaria regionale del Nursind Emilia-Romagna, che torna a chiedere garanzie sull’effettiva traduzione delle risorse in aumenti concreti nelle buste paga.

Il sindacato sottolinea la necessità che le risorse siano aggiuntive e non frutto di redistribuzioni interne, con criteri trasparenti e senza penalizzazioni per la componente infermieristica. «Per il Nursind, prosegue Rodigliano, la valorizzazione non può essere generica né diluita nell’intera area dell’emergenza-urgenza, ma deve essere mirata e proporzionata alla specificità dei Pronto Soccorso. Chiediamo pertanto atti amministrativi chiari e immediatamente esecutivi, risorse realmente aggiuntive e non redistribuzioni interne, criteri trasparenti che non penalizzino la componente infermieristica», conclude Rodigliano.

Nel precedente incontro, a metà febbraio, la Regione aveva presentato un’impostazione che prevedeva una ripartizione complessiva delle risorse inferiore rispetto a quella stabilita dal contratto nazionale 2022-2024, con una documentazione ritenuta insufficiente dalle sigle sindacali presenti. Un vertice previsto per il 6 marzo sarà decisivo per chiarire l’ammontare complessivo dei fondi.

foto: pixabay

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