La giudice del Tribunale civile di Bologna, Emanuela Romano, ha confermato l’espulsione dell’imam di Bologna Zulfiqar Khan, come disposto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Nonostante le argomentazioni presentate dalla difesa, il provvedimento rimane valido. «Pur avendo la difesa presentato tutte le motivazioni formali e sostanziali ostative alla convalida, espresse anche personalmente da Zulfquar, come ha chiarito la stessa pronuncia del giudice il controllo dell’autorità giudiziaria ordinaria sul provvedimento di allontanamento deve essere limitato alla regolarità e tempestività della misura adottata dal questore senza che il giudice della convalida debba o possa esercitare un controllo sulle ragioni dell’atto, valutazione rimessa all’eventuale giudizio di merito da promuoversi davanti al Tribunale amministrativo regionale», ha commentato l’avvocato di Khan, Francesco Murru.
Il legale ha inoltre dichiarato che l’Imam, pur mantenendo la fiducia nelle istituzioni e nella magistratura, ha già conferito mandato per presentare un ricorso al TAR. Murru ha assicurato che il ricorso verrà depositato entro i termini stabiliti, e in quella sede si cercherà di far valere le motivazioni di opposizione all’espulsione.
Zulfiqar Khan, che ha dimostrato serenità durante il processo, lascerà l’Italia nelle prossime ore e si trasferirà in Pakistan, in attesa dell’esito del ricorso.
Il decreto di espulsione
Nel decreto di espulsione il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha scritto che Zulfiqar Khan avrebbe rivendicato il sostegno ad Hamas manifestando un certo integralismo islamico ed esaltando il martirio dei mujahidin nel conflitto israeliano-palestinese. Nei suoi sermoni l’imam della moschea di via Jacopo di Paolo a Bologna avrebbe inoltre utilizzato espressioni discriminatorie nei confronti degli omosessuali e delle donne.

