Le continue interruzioni dell’acqua potabile nella collina bolognese, le perdite della rete idrica e i tempi di riparazione ritenuti troppo lunghi sono al centro di un comunicato diffuso da Comicolli (Comitato per la tutela dei colli bolognesi), che chiede a Hera, società che gestisce l’approvvigionamento idrico. un piano di interventi strutturali per risolvere un problema che, secondo quanto denunciato, si ripete da anni.
Nel comunicato di Comicolli si afferma che da maggio le sospensioni dell’erogazione dell’acqua sono state numerose e, in diversi casi, si sono protratte per un’intera giornata. L’ultima situazione segnalata riguarda via di Casaglia, dove, secondo Comicolli, l’interruzione del servizio dura da quattro giorni.
Ogni ripristino dell’erogazione comporterebbe anche conseguenze per gli impianti domestici. Fanghi e detriti finirebbero infatti nelle tubazioni, provocando danni a dissalatori, filtri e riduttori di pressione e costringendo i residenti a sostenere spese per le riparazioni.
Comicolli sottolinea, inoltre, i disagi provocati dalla mancanza di acqua durante il periodo estivo, evidenziando le difficoltà per le normali esigenze quotidiane, come bere, cucinare, lavarsi e utilizzare l’acqua per gli altri usi domestici.
Nel comunicato si sostiene anche che le sacche d’acqua di emergenza sarebbero state distribuite soltanto al terzo giorno e non a tutte le abitazioni interessate. «Ci chiediamo come mai una azienda cosi articolata come Hera sia incapace di gestire una problematica così frequente e non certamente eccezionale che persiste da anni continuando a realizzare rattoppi piuttosto che lavori strutturali ad ampio spettro».
Il comunicato si conclude con un appello affinché venga predisposto un piano di interventi definitivo: «Tanto si parla di tutela dell’ambiente e poi? I primi a provocare continue dispersioni di acqua potabile senza pensare e procedere a soluzioni che permettano di garantire un servizio accettabile non sono altri che una società partecipata dal Comune. Un cortocircuito imbarazzante, soprattutto per chi paga per il servizio. A quando una assunzione di responsabilità e un piano programmativo per risolvere definitivamente il problema?».

