Stava tornando alla sua auto dopo aver concluso il turno di lavoro quando è stato aggredito alle spalle e ucciso con un’arma da taglio. È accaduto ieri sera intorno alle 18 alla stazione di Bologna, dove il capotreno dipendente di Trentitalia, Alessandro Ambrosio, è stato colpito in modo improvviso e violento mentre si dirigeva verso il parcheggio riservato ai dipendenti.
Ambrosio era fuori servizio e stava attraversando un’area per lui abituale, parte della routine quotidiana. Non stava discutendo né fuggendo, non c’era alcuna lite in corso. Secondo le ricostruzioni, una persona lo avrebbe avvicinato senza preavviso e senza un motivo apparente, infliggendogli una ferita mortale prima di allontanarsi e far perdere le proprie tracce.
Il corpo è stato trovato poco dopo da un collega, che ha immediatamente dato l’allarme. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polfer, la Squadra Mobile e la Polizia Scientifica. Le indagini si concentrano ora sull’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, nel tentativo di ricostruire i movimenti dell’aggressore e chiarire le responsabilità.
Gli investigatori escludono che si sia trattato di una rissa degenerata o di un «fatto privato». L’aggressione è avvenuta in un luogo di lavoro e ha colpito una persona che stava semplicemente concludendo una giornata come tante.
Il ricercato
Per l’omicidio è attualmente ricercato Jelenic Marin, cittadino croato di 36 anni, con precedenti per aggressioni avvenute nelle stazioni, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera. Nella notte è scattato un blitz su un treno regionale intorno a mezzanotte, alla stazione di Piacenza, ma l’uomo non è stato trovato. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è che possa essersi diretto verso Milano.

