«La Montagnola può tornare ai cittadini», smantellato lo spaccio nel parco

«Disintossicato il Parco della Montagnola». Sono le parole del questore di Bologna, Gianfranco Bernabei, espresse in una conferenza stampa dopo l’arresto di questa mattina di 6 spacciatori nel luogo considerato da tempo come “distretto dello spaccio” di droga. I servizi di controllo diurni dell’area degli agenti e le riprese delle telecamere di zona hanno portato al fermo di 5 cittadini nigeriani e 1 gambiano. 

Le videocamere di zona hanno svelato un preciso sistema di funzionamento dell’attività di spaccio che si svolgeva all’interno del parco. Gli spacciatori, che arrivano di prima mattina nel parco bolognese, provvedevano innanzitutto a nascondere la droga in diversi e appositi giacigli che, in un secondo momento, veniva recuperata da alcuni collaboratori alla fine della trattativa con i clienti, molti dei quali italiani. 

Due erano i gruppi principali del traffico illecito: uno operante dentro l’area della Montagnola, l’altro gravitante nelle zone limitrofe del parco, come, ad esempio, via Irnerio. L’indagine ha accertato che molti spacciatori, di prevalenza centroafricana, venivano da fuori città, ad esempio da, Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Parma e sono quasi tutti richiedenti asilo. 

L’articolata attività investigativa svoltasi all’interno del parco, da metà maggio a fine giugno 2018, ha ottenuto 10 custodie cautelari, 5 arresti in flagranza di reato di spaccio, 30 denunce in stato di libertà e 50 soggetti, di cui 10 minorenni, sanzionati per uso di marijuana e hashish. Secondo il questore di Bologna, dato i numerosi fermi effettuati negli ultimi mesi comprendenti anche quelli di oggi, sono previsti ancora controlli di zona ma diminuirà la pressione con cui essi sono stati fino ad ora condotti.  

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