140 famiglie escluse ai centri estivi, in tilt il click day del Comune di Bologna

Il malfunzionamento della piattaforma utilizzata per le iscrizioni ai centri estivi del Comune di Bologna ha impedito a 140 famiglie di completare la procedura di conferma, riaccendendo le critiche sul sistema del click day per l’accesso ai servizi dedicati ai bambini dai 3 ai 14 anni. A denunciare la situazione è il sindacato USB di Bologna, che parla di un problema non isolato ma legato a un modello di gestione considerato strutturalmente inefficace e penalizzante per famiglie e lavoratori.

Secondo quanto denunciato da USB, il blocco informatico registrato durante le iscrizioni rappresenta solo l’ultimo episodio di una situazione che da anni crea difficoltà nell’accesso ai centri estivi comunali. Al centro delle contestazioni c’è il sistema basato sulla velocità di accesso online, ritenuto inadeguato a garantire criteri equi nella distribuzione dei posti.

Nel mirino finiscono le modalità di iscrizione, considerate svantaggiose per chi lavora negli orari di apertura dei portali o per chi si trova a dover affrontare problemi tecnici. Viene, inoltre, sottolineata la carenza di posti disponibili rispetto alla domanda reale delle famiglie e le differenze nell’offerta educativa tra centro e periferie.

USB contesta anche la scelta di affidare l’assegnazione dei posti a una procedura basata esclusivamente sulla rapidità, invece che su graduatorie costruite su criteri socioeconomici e lavorativi. Un meccanismo che, secondo il sindacato, finirebbe per favorire chi dispone di migliori strumenti informatici o più tempo per tentare l’accesso. Nel comunicato si segnala, inoltre, una situazione critica nelle aree periferiche, dove vengono denunciati servizi meno strutturati, attività educative ridotte e carenza di personale rispetto al numero dei bambini presenti.

«A pagare il prezzo le lavoratrici, le famiglie e i ragazzi più fragili. Per questo è necessario costruire un percorso cittadino comune che rimetta al centro le priorità di chi vive in questa città».

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