Nel 2024 Bologna ha registrato un nuovo record turistico con 1.836.216 arrivi e 4.098.212 pernottamenti, segnando una crescita del 6,4% e del 13,3% rispetto all’anno precedente. I dati del 2025 confermano la tendenza: nei primi cinque mesi dell’anno gli arrivi sono aumentati del 7% e le notti trascorse in città del 9%. Numeri che raccontano una città sempre più attrattiva, ma anche alle prese con un equilibrio delicato tra accoglienza e vita quotidiana dei residenti.
Oltre la metà dei turisti — circa il 55% — proviene dall’estero, con un tasso medio di occupazione alberghiera del 77% e picchi che superano l’80% nei mesi di maggiore afflusso. Bologna, un tempo meta perlopiù universitaria e fieristica, è ormai entrata stabilmente nel circuito del turismo culturale internazionale, complice la fama gastronomica, i portici e il suo centro storico.
La crescita, tuttavia, non si limita agli alberghi. Sono 4.642 gli annunci di affitti brevi attivi in città, secondo i dati di Inside Airbnb aggiornati a settembre 2025. Di questi, quasi il 90% risulta disponibile e oltre l’80% riguarda interi appartamenti. Il modello di ospitalità cittadino si è così spostato sempre più verso il turismo in appartamento, sottraendo migliaia di alloggi al mercato residenziale.
Negli ultimi due anni, i posti letto offerti dalle piattaforme digitali sono aumentati del 39%, arrivando a circa 17.000 unità e superando la capacità complessiva degli hotel. Con una media di 82 notti prenotate all’anno e tariffe intorno ai 110–120 euro a notte, l’affitto breve rappresenta per molti proprietari una fonte di reddito stabile e competitiva rispetto alla locazione tradizionale.
Questo fenomeno, però, ha avuto effetti diretti sul mercato immobiliare. Gli studenti, le giovani coppie e i lavoratori con redditi medio-bassi faticano sempre più a trovare case a prezzi sostenibili, soprattutto nel centro storico. L’espansione degli affitti turistici, un tempo marginale, ha finito per ridisegnare i quartieri, generando un nuovo equilibrio urbano che pone interrogativi sul futuro della residenzialità.
Il rapporto tra turismo e popolazione racconta bene l’evoluzione della città. Dall’Unità d’Italia, quando Bologna contava appena 116.874 abitanti, si è passati al picco di 490.528 nel 1971, per poi scendere ai 371.337 del 2011. Oggi i residenti sono 390.734, ma la presenza effettiva supera le 480.000 persone se si considerano anche i quasi 90.000 studenti universitari.

