A Bologna persi più di 11mila posti di lavoro nel 2020, ma stabile il numero delle imprese

Nella città metropolitana di Bologna il settore più colpito dalla crisi dovuta alla pandemia è quello del “Noleggio, Agenzie di viaggio, Servizi di supporto alle imprese” seguito da “Alloggio e ristorazione, Trasporti e Magazzinaggio, Commercio”.

Nonostante il blocco dei licenziamenti e l’intervento degli ammortizzatori sociali (CIG), nel 2020 (rispetto al 2019) si è registrato un calo sensibile del numero dei lavoratori (a Bologna -11.156, in Italia -348.612), mentre il numero delle imprese attive, a livello aggregato, non subisce variazioni di rilievo, dando segni di tenuta e, in alcuni settori, casi di ripresa. È quanto emerge dall’analisi effettuata dal Servizio Studi e Statistica per la programmazione strategica della Città metropolitana di Bologna, sviluppata sulla base dei dati Infocamere, sui Settori di attività economica maggiormente colpiti dall’attuale crisi legata alla pandemia di Covid-19. 

Nella città metropolitana di Bologna il settore più colpito in termini assoluti (-3.463 addetti rispetto al dicembre 2019) ed il secondo in termini relativi (-9,47%), è quello del Noleggio, Agenzie di viaggio, Servizi di supporto alle imprese, che registra tuttavia una crescita del numero delle imprese attive del 2% rispetto al dicembre 2019. In Italia, questo settore è, il secondo settore più colpito in termini assoluti (-78.085 addetti nel dicembre 2020 rispetto all’anno precedente), ed il quinto in termini relativi (-5,4%). Anche in questo caso, il numero delle imprese attive registra, rispetto al 2019, una crescita del 2,61%. 

Il secondo settore più colpito nel territorio bolognese in termini assoluti è quello dell’Alloggio e ristorazione (-2.770 addetti), ed il terzo in termini relativi (-8,09%) rispetto al dicembre 2019. Il numero delle imprese attive è sostanzialmente stabile rispetto al 2019. Questo settore In Italia è invece quello più colpito in termini assoluti (-135.387 addetti), ed è il secondo in termini relativi (-7,35% rispetto al dicembre 2019), sia pure in ripresa rispetto al terzo trimestre. Il numero delle imprese attive, in leggera flessione tra il primo e il secondo trimestre torna a dicembre 2020 ai livelli del 2019.

Il terzo settore più colpito nella Città metropolitana di Bologna in termini assoluti (-1.944 addetti rispetto al 2019) è quello dei Trasporti e Magazzinaggio, il quarto settore più colpito in termini relativi (-6,10%). Anche le imprese registrano un calo dell’1,32%. In Italia il calo relativo al settore è più contenuto per gli addetti (- 0,46% pari a -5.372 addetti) come per le imprese (-0,59%).

Il  Commercio è il quarto dei settori maggiormente colpiti, in termini di addetti (- 1.847 rispetto al 2019, pari al -2,58%), mentre è il primo dei più colpiti, in valore assoluto, per quanto riguarda le imprese (- 248, pari al -1,25%). In Italia, nel Commercio si registra un calo degli addetti pari a -1,60% (-55.376 unità), e un calo delle imprese pari a -0,82% (-11.256), che tuttavia, a partire dal primo trimestre 2020, segnala una ripresa rispetto all’andamento dei periodi precedenti.

Il settore dell’Industria manifatturiera, a Bologna, è il quinto dei settori più colpiti in termini di addetti (-1.621 a dicembre 2020 rispetto al dicembre 2019), mentre rimane stabile, in lieve ribasso, l’andamento delle imprese. Anche in Italia l’Industria manifatturiera è in quinta posizione per il calo degli addetti (-36.950 unità), mentre il numero delle imprese mantiene la tendenza alla contrazione in atto negli ultimi anni.

L’Agricoltura registra a dicembre 2020 una ripresa in termini di addetti che supera i valori del 2019 (+133 unità), mentre le imprese calano del 2,14%, pari a -173 unità, mantenendosi al di sotto del 2019. In Italia invece, l’Agricoltura è il terzo settore in assoluto più colpito in termini di addetti, con una perdita pari a -65.969 unità a dicembre 2020 rispetto al 2019, -7,05% in termini relativi. Stazionario invece il numero delle imprese attive, che resta al di sotto dei valori 2019. 

 

fonte: Città metropolitana di Bologna

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