La presentazione del libro scritto da Olivia Guaraldo e Adriana Cavarero, prevista domani al Centro di documentazione delle donne di via del Piombo a Bologna, è stata rinviata all’ultimo momento a causa di «un clima di non serenità» generato da «diverse contestazioni, anche passionali, che abbiamo ricevuto».
«Stamattina abbiamo mandato una mail a Guaraldo, che doveva partecipare, spiegando che abbiamo dovuto spostare l’incontro a data da destinarsi. L’evento, programmato già da dicembre, si è infatti accavallato con altri impegni inaspettati. Ma non nascondo che, a portarci a questa decisione, sono state le parecchie contestazioni che abbiamo ricevuto dal collettivo Non una di meno», ha spiegato Laica Montanari, presidente del Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna e responsabile dell’organizzazione dell’evento.
Le attiviste del collettivo Non una di meno avevano contestato le autrici per «non essere trans-inclusive». «E a noi – conclude Montanari – i confronti vanno più che bene, ma se non diventano contestazioni troppo “passionali”: è un momento – argomenta – in cui vogliamo costruire ponti, quindi penseremo anche insieme a Guaraldo quando spostare la presentazione, più avanti».
«Non avevo ancora esperito, prima di oggi, una esplicita censura» e «mi pareva strano che riuscissimo a solcare le mura della blindatissima Bologna». Contattata dall’ANSA, ha aggiunto di sospettare che a bloccare l’incontro «siano posizioni di trasfemminismo in disaccordo con il nostro pensiero, che si riconosce nel femminismo della differenza. Noi però – aggiunge – abbiamo scritto questo libro in modo dialogante e lo abbiamo presentato in tutta Italia, confrontandoci con posizioni diverse: mai avevamo avuto questa censura. Non è certo nostra intenzione essere transescludenti». «Da parte mia – conclude – penso che questo evento non si farà più», ha dichiarato Guaraldo.
La precisazione del Comune di Bologna
Il Comune di Bologna ha precisato di essere «totalmente estraneo alla decisione di sospendere la presentazione del libro», scelta presa esclusivamente dalle organizzatrici. Il Centro di documentazione delle donne è uno spazio autogestito e le decisioni sulla programmazione delle attività vengono prese in piena autonomia.

