A Molinella presentazione del libro su Mussolini: «Inaccettabile provocazione»

Ieri a Molinella c’è stata la presentazione del libro di Caio Giulio Cesare Mussolini dedicato a «Mussolini e il fascismo», iniziativa che ha provocato la reazione di ANPI della provincia di Bologna insieme a ARCI Bologna e CGIL Bologna, che definiscono l’evento una “inaccettabile provocazione”.

La contestazione riguarda anche la scelta della data, che coincide con il 30 maggio 1924, giorno in cui Giacomo Matteotti intervenne in Parlamento denunciando le violenze fasciste, pochi giorni prima del suo rapimento e assassinio da parte degli squadristi legati al regime di Benito Mussolini, che ne rivendicò la responsabilità politica e morale.

Secondo le tre organizzazioni, la decisione si inserirebbe in un contesto che stride con la storia di Molinella, ricordata come uno dei centri più colpiti dalla repressione fascista negli anni Venti. Viene richiamata la vicenda di Giuseppe Massarenti, oppositore del regime, internato in manicomio per volontà politica del fascismo nonostante fosse ritenuto sano di mente, con l’obiettivo di neutralizzarne l’attività.

Nel periodo della dittatura, le cooperative fondate da Massarenti vennero smantellate e i loro beni messi all’asta. Anche le organizzazioni sindacali furono colpite duramente e gli ultimi iscritti al sindacato socialista, circa mille persone, furono costretti ad abbandonare la città nel 1926, indicati come «deportati».

Le stesse violenze sono documentate da Giacomo Matteotti nel suo libro «Un anno di dominazione fascista», che dedica un capitolo alla realtà di Molinella, diventata simbolo della repressione squadrista. Pochi mesi dopo quelle denunce, Matteotti fu ucciso, diventando una delle figure centrali della memoria antifascista italiana.

Nonostante la repressione, la comunità locale mantenne una forte continuità con la tradizione socialista e diversi esponenti formarono poi la Resistenza partigiana, tra cui Giuseppe Bentivogli, Paolo Fabbri, Renato Tega, Alfredo Calzolari e Anselmo Martoni.

ANPI, ARCI e CGIL sostengono che la memoria storica della città non possa essere associata a iniziative di questo tipo e richiamano il valore della figura di Matteotti, ricordando anche la recente apposizione di una targa a lui dedicata alla Camera dei Deputati.

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