Si è presentato a casa di una donna per ritirare gioielli in oro fingendosi un carabiniere incaricato del tribunale, ma è stato fermato poco dopo dai carabinieri (quelli veri). Un 40enne italiano è stato arrestato a Dozza, nel Bolognese, per tentata truffa in concorso al termine di un intervento avviato grazie alla segnalazione del marito della vittima.
La vicenda è iniziata con una telefonata ricevuta dalla donna, una sessantenne residente nella zona, da parte di un sedicente carabiniere. Al telefono le era stato raccontato che l’auto del padre sarebbe stata utilizzata da un gruppo di stranieri per una rapina a una gioielleria di Imola e che gli arrestati avevano indicato proprio l’abitazione della donna come luogo dove sarebbe stata nascosta la refurtiva.
Con il pretesto di evitare conseguenze penali e di effettuare un confronto tra i gioielli rubati e quelli in suo possesso, la donna è stata spinta con insistenza a consegnare monili e preziosi custoditi in casa, per un valore complessivo di circa 10.000 euro. A ritirarli avrebbe dovuto essere un presunto perito nominato dal tribunale e incaricato dal gioielliere vittima del furto.
Nonostante la forte pressione esercitata al telefono, al momento dell’arrivo dell’uomo la sessantenne ha cambiato idea, comunicandogli che si sarebbe recata personalmente in caserma. Una decisione che ha messo in difficoltà il 40enne, inducendolo ad allontanarsi dall’abitazione.
Poco dopo, una pattuglia dei carabinieri lo ha intercettato e bloccato nelle vicinanze. Al termine del processo con rito direttissimo, l’arresto è stato convalidato e per l’uomo è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora nella città metropolitana di Bologna.

