Prete positivo al Coronavirus a Castel Maggiore, si rintracciano i suoi fedeli

Nel Bolognese non è la prima volta che succede un episodio simile negli ultimi giorni. È successo anche a Calderara di Reno lo scorso 28 marzo. E le chiese continuano a restare aperte.

Don Paolo è positivo al Coronavirus e quindi tutti i fedeli che hanno frequentato la chiesa di San Bartolomeo nei giorni del 30, 31 marzo, 1 e 2 aprile saranno in qualche modo rintracciati dal dipartimento di Sanità Pubblica. Ma anche quei fedeli che hanno frequentato il 1° aprile la chiesa di Sant’Andrea. Succede nel comune di Castel Maggiore, nel Bolognese, in seguito al riscontro del caso di positività al Covid di un sacerdote. A comunicarlo è il Comune sui social con una nota della sindaca Belinda Gottardi che non vuole creare allarmismi ma chiede di segnalare i nominativi di chi ha partecipato alle messe e il numero di telefono chiamando il suo ufficio o inviando una mail. Le persone che segnaleranno la loro presenza saranno sottoposte a tampone «Non c’è motivo di creare allarme, non risulta che ci siano stati contagi durante gli eventi liturgici, ma occorre comunque cautela e senso di responsabilità», comunica la sindaca. 

Nonostante si tratti di una precauzione per scongiurare l’eventuale sviluppo di focolai, la domanda che molti si fanno è: ma perché le chiese restano aperte mentre molte attività, come teatri e cinema, sono chiusi da mesi? Eppure medici, virologi e immunologi da un anno consigliano di non frequentare luoghi chiusi perché lì il contagio è più probabile, tanto che i vari governi hanno chiuso molte attività al chiuso. Le chiese no. Si spera forse che il virus sia ateo e che quindi non vada a messa? 

Inoltre, nel Bolognese non è la prima volta che succede simile negli ultimi giorni. È successo anche a Calderara di Reno lo scorso 28 marzo quando stessa identica cosa: il sindaco ha chiesto ai suoi cittadini di segnalare la loro presenza a messa nella chiesa di San Filippo Neri dove si è sviluppato un focolaio.

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