«La campagna #ioapro va contro la legge», il ristorante Nippon Ramen non aprirà

Il titolare del ristorante Nippon Ramen di via San Vitale ha deciso di non aderire alla campagna di alcuni ristoratori che apriranno domani i loro locali come segno di protesta «senza senso» e contro il Dpcm.

Nonostante le difficoltà economiche legate alla pandemia da coronavirus e nonostante i “ristori” del governo sono minimi per la sussistenza, il ristorante giapponese Nippon Ramen di via San Vitale a Bologna non aderisce alla campagna #ioapro e il suo titolare, Jiang, non ha nessuna intenzione di aprire il suo locale al pubblico andando contro il Dpcm domani 15 gennaio come faranno altri ristoratori tra cui l’Halloween Pub di Mattia Florulli, legato al mondo sovranista e dei No Vax.  

«Per me è stata una batosta dopo l’altra – spiega Jiang all’agenzia Dire- prima, all’inizio della pandemia, ho perso molti clienti perché sono cinese e quindi le persone erano diffidenti e non ordinavano più la nostra cucina credendo fosse legata in qualche modo al contagio». Una volta superato questo stereotipo, purtroppo a colpire Jiang ci ha pensato la bella stagione. Chi mangerebbe mai un brodo caldo fumante con pasta, carne e verdure in estate (il ramen)? Pochi, pochissimi. E così il ristorante in via San Vitale non è riuscito a fare cassa nemmeno quando sembrava, quest’estate, che la situazione emergenza sanitaria fosse migliorata e i locali si sono riempiti di nuovo. Ora che è tornato il freddo i ristoranti sono di nuovo chiusi e possono fare soltanto servizio d’asporto. «Pochissimi ordinano ramen, perché è una cucina che va mangiata sul posto e al momento, essendo preparata con pasta fresca ed essendo difficile da trasportare per via del brodo», spiega Jiang 

Inutili poi i ristori economici messi a disposizione del Governo. «Non ci pago nemmeno l’affitto», ammette Jiang. Al momento il titolare di Nippon Ramen vive una situazione disperata. «Lavoriamo troppo poco, cuciniamo in media sette, al massimo otto, pasti ogni sera mentre di solito il ristorante era pieno di clienti», racconta Jiang che, però, sottolinea: «Non aderirò al movimento #ioapro perché è una ribellione che va contro la legge ed è senza senso. Concordo in pieno con il mio collega dell’osteria dell’Orsa che piuttosto che bonus a caso chiede soldi e rimborsi adeguati». 
 
fonte: Agenzia DIRE 

Condividi