Fascisti 200, antifascisti 6000: nessuno scontro alle manifestazioni a Reggio Emilia

Tanto fumo nero, ma niente arrosto. Ieri Reggio Emilia è stata teatro di manifestazioni contrastanti: una manifestazione organizzata da CasaPound e dalla Rete dei Patrioti, e due contro-manifestazioni antifasciste promosse da una vasta coalizione di associazioni e istituzioni locali. Per paura di scontri, la Questura di Reggio Emilia ha vietato il corteo dei militanti di estrema destra e ha concesso solo un presidio in piazzale Europa.

Ha funzionato perché non ci sono stati problemi di ordine pubblico anche perché i “patrioti” erano circa in duecento. Sei mila, invece, chi ha manifestato contro. Il motivo scatenante è stata la proposta di Roberto Fiore di aprire una sede di Forza Nuova, di cui è leader, a Reggio Emilia. Il consiglio comunale della città ha presentato immediatamente un ODG urgente contro tale proposta che è passata con 22 voti favorevoli. Questo il motivo scatenante della manifestazione indetta da CasaPound, movimento neofascista noto a livello nazionale, e dalla Rete dei Patrioti, formazione di estrema destra nata da una scissione interna a Forza Nuova.

In risposta, una coalizione di 155 realtà, tra cui l’ANPI, il Comune e la Provincia di Reggio Emilia, i principali sindacati, Libera, Arci, Auser, Anteas, Istituto Cervi, Istoreco e vari spazi sociali, ha organizzato due principali iniziative antifasciste. La prima prevedeva un corteo (negato)- Una seconda contro manifestazione organizzata da LabAq16, Casa Bettola e Città Migrante a cui hanno partecipato anche gruppi bolognesi come Làbas partirà dal Mirabello. La volontà di avvicinarsi il più possibile a Piazzale Marconi, punto di arrivo della manifestazione, destava preoccupazione per la sicurezza pubblica.

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