Avrebbe perseguitato l’ex compagna per mesi con appostamenti, pedinamenti, telefonate insistenti e minacce, fino a essere sottoposto agli arresti domiciliari. La misura cautelare è stata eseguita dai carabinieri di Bologna Navile nei confronti di un ventenne italiano, indagato per atti persecutori.

L’indagine è partita dalla denuncia presentata dalla ex fidanzata, coetanea dell’indagato, che a metà maggio si è rivolta ai militari raccontando quanto accaduto dopo la fine della relazione sentimentale, conclusa all’inizio dell’anno.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri e quanto raccontato dalla 203nne, il giovane avrebbe avuto comportamenti persecutori nei confronti dell’ex compagna. La vittima ha riferito di essere stata oggetto di aggressioni, appostamenti nei pressi del luogo di lavoro, pedinamenti, telefonate e messaggi continui con cui l’ex fidanzato avrebbe cercato di convincerla a riallacciare il rapporto. A questi episodi si sarebbero aggiunti insulti, ritorsioni e perfino minacce di morte.

Una situazione che avrebbe avuto pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana della ragazza, costretta a modificare le proprie abitudini per timore di nuovi episodi. La giovane ha deciso di farsi accompagnare da amici durante gli spostamenti e di bloccare il numero telefonico utilizzato dall’ex compagno.

Sulla base degli elementi raccolti nel corso delle indagini, il pubblico ministero ha richiesto una misura cautelare, successivamente disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna. Dopo essere stato rintracciato dai carabinieri, il ventenne è stato sottoposto agli arresti domiciliari con il divieto di allontanarsi senza autorizzazione e con l’obbligo di non comunicare in alcun modo con l’ex compagna.

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