Il Comune di Bologna ha negato al Circolo di Bologna dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) l’accesso ai dati delle singole scuole dell’infanzia comunali sulla frequenza dell’ora di religione. A comunicarlo è la stessa Uaar che ha, quindi, presentato una richiesta di riesame, dopo aver ottenuto dall’amministrazione soltanto dati aggregati per quartiere.
I dati complessivi
Dai numeri complessivi emerge che nelle materne comunali di Bologna il 42% dei bambini non frequenta l’insegnamento della religione cattolica. Su 4.391 iscritti, sono 1.841 quelli che svolgono attività alternative durante l’ora di religione. Le differenze tra quartieri sono significative. Al Savena la quota di non frequentanti si ferma al 33%. Al Navile, invece, sale al 51%, il valore più alto in città. Seguono Porto-Saragozza con il 37%, Borgo Panigale-Reno con il 41%, Santo Stefano con il 42% e San Donato-San Vitale con il 47%.
Negati dati più dettagliati
Proprio i dati più dettagliati, quelli riferiti alle singole scuole, erano stati richiesti dall’Uaar per una lettura più puntuale del fenomeno. Nella risposta del Comune, firmata dalla direttrice del settore Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni, Anna Giordano, si legge che «il dato riferito a ogni singola scuola appare irrilevante e pertanto non viene fornito». Il Comune ha motivato il diniego sostenendo che la richiesta sarebbe «oltre i limiti definiti dalle disposizioni vigenti».
Dopo un confronto con l’amministrazione senza esito, il 29 maggio il circolo bolognese dell’Uaar ha presentato una formale richiesta di riesame. Il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune dovrà pronunciarsi entro venti giorni.
«Siamo sicuri che si sia trattato di una svista, anche se deplorevole – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale Uaar –, e che il Comune di Bologna tornerà sui propri passi e sceglierà la linea della trasparenza». L’associazione auspica che i dati sull’ora di religione nelle materne di Bologna possano essere resi disponibili in futuro attraverso gli strumenti di trasparenza già attivi dell’amministrazione comunale.

