Il Tar dell’Emilia Romagna ha dichiarato illegittima la delibera del Comune di Bologna che fissava a 30 km/h il limite di velocità in città, stabilendo, secondo l’ADUC (Associazione Utenti e Consumatori) che la materia non rientra nelle competenze comunali ma è di competenza nazionale. La decisione apre interrogativi sui rimborsi per gli automobilisti multati negli ultimi anni.

Secondo Marco Solferini, legale e delegato Aduc Bologna, «Il Comune di Bologna sembra si stia attrezzando per deliberare in modo conforme alle leggi», ma la sentenza mette a nudo le responsabilità sia del Comune sia del ministro dei Trasporti.

Il Re primo è nudo

Il Comune di Bologna, guidato dal sindaco Matteo Lepore, spiega Solferini, «non poteva non sapere che sarebbe finita in questi termini, ma sono andati avanti ugualmente. Arroganti? Velleitari? Delirio di onnipotenza? Può darsi». Ora è stato presentato un ricorso alla Corte dei Conti sulla presunta illegittimità dell’uso dei fondi con cui sono state applicate le delibere.

Il Re secondo è nudo

Dal canto suo, il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha accolto positivamente la sentenza e ha ribadito la contrarietà al limite di 30 km/h, sostenendo che la sicurezza stradale dovrebbe essere affrontata con altri strumenti. I dati del Comune di Bologna indicano che nel primo anno di applicazione la misura ha ridotto del 50% i morti, del 13% gli incidenti complessivi, dell’11% le persone ferite e del 10% gli incidenti con feriti. «Quindi… il limite di 30 funziona. Ma il nostro ministro dice che non è importante», sottolinea Solferini, aggiungendo che l’esponente nazionale ha preferito schierarsi con i taxisti che avevano presentato ricorso, invece di sostenere il Comune nella ricerca di strategie alternative per la sicurezza stradale.

Non è proprio così

Solferini cita i dati del Comune, ma non prende in esame gli ultimi dati dell’Ufficio di Statistica della Città metropolitana (novembre 2025) per la città di Bologna. Il numero degli incidenti è sceso da 981 a 954, un -2,8%. Una flessione molto modesta e, soprattutto, non rappresenta una novità: il calo degli incidenti nel capoluogo era già presente negli anni precedenti all’entrata in vigore del limite. Gli incidenti sono diminuiti di appena 27 unità, ma sono aumentati i feriti (1.231, +1,7%) ed è aumentato anche il numero delle vittime (con Bologna Città 30 in vigore), passate da 4 a 6 nei primi sei mesi del 2025. Numeri che ridimensionano la narrazione dell’amministrazione sull’efficacia del nuovo limite di velocità.

Cosa accadrà a chi ha preso la multa?

La sentenza solleva ora il nodo dei rimborsi: cosa accadrà agli automobilisti che negli anni hanno pagato le multe? La questione resta aperta, mentre Comune e ministro devono decidere come gestire le conseguenze economiche della delibera dichiarata illegittima.

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