Anche quest’anno, nel periodo delle feste natalizie sempre più famiglie decidono di adottare un animale, soprattutto cani e gatti, con una maggiore consapevolezza verso il loro benessere. In Italia è in crescita la sensibilità verso il problema dell’abbandono: 1 animale domestico su 2 arriva da rifugi o dalla strada, secondo l’indagine condotta da Ipsos per il centro veterinario Ca’ Zampa di Ozzano dell’Emilia con il contributo di Hill’s Pet Nutrition.
Adozioni a Bologna
A Bologna, i periodi in cui c’è più richiesta di adozioni sono quelli tra novembre e dicembre e tra aprile e giugno, con un interesse particolare nell’aiutare i randagi. Più che una razza specifica, si sceglie responsabilmente di dare una seconda casa nelle situazioni in cui avviene un recupero o una rinuncia di proprietà, dove è più agevole l’adattamento domestico.
La vice presidente dell’associazione Tutela Animali 1891, Daniela Cavallari, e la consigliera Alexia Boninsegna, sottolineano che, pur non scoraggiando l’adozione di un gatto come regalo di Natale, è importante assicurarsi che ci sia piena consapevolezza dell’impegno a lungo termine che si sta prendendo.
Anche secondo il dottor Marco Bergonzoni, direttore sanitario della clinica veterinaria Ca’ Zampa, accogliere un nuovo animale in famiglia richiede cure e attenzioni specifiche: è necessario predisporre un ambiente tranquillo ed una routine costante, costruendo un rapporto di fiducia che rispetti i suoi ritmi, assieme ad un percorso veterinario strutturato. Così facendo, l’animale è messo in condizioni favorevoli a recuperare la propria serenità. Anche la sua nuova famiglia otterrà benefici sia per la salute che per la qualità della vita: la convivenza con un animale migliora l’umore e stimola a fare più movimento.
I dati nazionali dell’indagine Ipsos sono positivi: 7 proprietari su 10 fanno 2–4 visite l’anno e 9 su 10 dichiarano di voler investire in prevenzione.
Tuttavia, a Bologna, soprattuto nelle zone di campagna, rimane stabile il tasso di abbandono, proprio a causa di una scarsa sensibilità riguardo il benessere degli animali, ma non solo. Per ridurre questa emergenza occorrerebbero campagne di sterilizzazione, per evitare il frequente abbandono di cuccioli, la diminuzione delle spese veterinarie, per sostenere le famiglie in difficoltà, e la creazione di strutture sanitarie pubbliche per la cura degli animali.

