«Una bravata da cretini che cancella vent’anni di passioni». Un furto tanto vile quanto inspiegabile colpisce il cuore della memoria storica e della solidarietà bolognese. Circa 10 giorni fa al Ponte della Bionda, non lontano dal Parco dei Laghetti di Corticella, sono state rubate due targhette in alluminio e commemorative della storia dello stesso ponte. Le targhette non possedevano alcun valore venale o storico, ma racchiudevano un profondo significato morale.

Dopo la segnalazione di un amico, a denunciare lo sfregio con amarezza e rabbia è Fausto Carpani, presidente dell’associazione Ponte della Bionda e responsabile del suo restauro, nonché storico cantautore bolognese. Fausto e i suoi amici avevano installato le targhette per raccontare la storia del ponticello e del suo risanamento, un’autentica testimonianza dell’impegno civico e gratuito dei cittadini.

L’eredità di Carpani: quando l’impegno civico salva la storia

Costruito originariamente nel 1686, l’antico “Ponte Nuovo” a schiena d’asino sorgeva lungo una via d’acqua cruciale per Bologna, dove i cavalli trainavano i barconi commerciali verso la città. Nel lontano 2003 le condizioni precarie del ponte, a serio rischio di crollo, avevano spinto Carpani a chiedere il sostegno della “Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna”. Grazie all’interessamento dell’allora segretario Marco Poli, che prese a cuore la situazione, l’ente permise di ottenere, nel giro di pochi giorni, 135 mila euro per i lavori. Il cantiere, aperto nell’agosto del 2003, si concluse il 22 giugno 2004 con l’inaugurazione del ponte perfettamente restaurato.

Amarezza e solidarietà

Ma il vile episodio delle targhette non è purtroppo il primo attacco all’operato dell’associazione. Qualche anno fa, dei vandali tuttora ignoti fecero a pezzi il tavolino rosso creato e installato lungo il fiume: un punto di sosta per i passanti, ma soprattutto un simbolo contro la violenza sulle donne, in quanto personalizzato dalla scritta “Neanche con un fiore” per ricordare che le donne non si toccano “nemmeno con un fiore”.

Nonostante la reiterazione di questi scempi, la comunità bolognese ha risposto subito con fermezza: in queste ore si moltiplicano i messaggi di vicinanza e le donazioni spontanee all’associazione, a dimostrazione che l’affetto per la storia e il bene comune non si lascia intimorire.

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