I dipendenti del Comune di Bologna hanno bocciato l’accordo sul contratto integrativo con un referendum che ha registrato il 70% di voti contrari. L’incontro di ieri tra sindacati e amministrazione comunale non ha portato novità concrete: il Comune ha ribadito solo un generico impegno a esplorare nuove possibilità di aumento del salario accessorio nel 2026.

Il segretario generale della Fp Cgil Bologna, Marco Pasquini, ha spiegato: «Quello del Comune di Bologna è un impegno che rimane senza cifre e senza alcun tangibile riscontro negli atti adottati finora dall’amministrazione per il 2026, tra i quali il bilancio preventivo e il Dup per il prossimo triennio appena varati dal Consiglio comunale».

I sindacati hanno ricordato al Comune che, in caso di mancato accordo, è possibile procedere a pagamenti con atto unilaterale, ma resta l’obbligo di riprendere le trattative entro novanta giorni. «Salvo il Comune non decida di fare negli ultimi due giorni di dicembre 2025 quanto non ha fatto finora, cosa che sarebbe assolutamente auspicabile e che ci troverebbe disponibili fino all’ultimo minuto utile, le trattative per arrivare a un accordo riprenderanno certamente a gennaio nella chiarezza che servono non promesse generiche ma risposte concrete da parte del Comune», ha concluso Pasquini.

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