Lo stabile comunale di via Regnoli, nel quartiere Cirenaica a ridosso dell’ospedale Sant’Orsola, è stato liberato all’inizio di febbraio dopo un intervento delle forze dell’ordine e dei servizi sociali. L’edificio era occupato dall’estate del 2023 da nuclei in grave difficoltà abitativa, ora presi in carico dai servizi competenti. L’immobile, di proprietà del Comune di Bologna, risultava inutilizzato dal 2010 circa. Un arco temporale di oltre quindici anni che diventa terreno di scontro politico. A intervenire è Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare e candidato sindaco per Una Nuova Bologna.
«Questo è il dato di cronaca – commenta Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare e candidato sindaco per Una Nuova Bologna -, ma c’è da dire che l’immobile era inutilizzato dal 2010 circa, quindi per oltre quindici anni (2010 – 2026) il Comune non ha avviato interventi di ristrutturazione né procedure di assegnazione a favore di famiglie regolarmente inserite nelle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica».
Secondo Zanni, limitare la vicenda alla sola occupazione significa non affrontare il nodo della gestione del patrimonio pubblico. «Qui non c’è un vuoto improvviso, ma una lunga inattività amministrativa che ha prodotto, in modo del tutto prevedibile, un conflitto sociale – aggiunge Zanni -. Un immobile comunale lasciato vuoto per quindici anni è già di per sé uno scandalo amministrativo».
La posizione strategica dell’edificio, nel cuore della Cirenaica e a pochi passi dal Sant’Orsola, è al centro delle critiche. «Via Regnoli si trova nel quartiere Cirenaica, in una posizione strategica, a ridosso dell’ospedale Sant’Orsola. In questi anni il Comune avrebbe potuto, e dovuto, attivare strumenti concreti, come un bando di autorecupero destinato agli operatori sanitari, una categoria che Bologna ha faticato a trattenere proprio per la difficoltà di reperire alloggi in città».
Per il candidato, la questione riguarda sia il rispetto delle regole sia le politiche abitative. «Quindici anni di inattività producono marginalità, tensioni e disagio abitativo. L’occupazione non può diventare una scorciatoia che scavalca la legalità e le graduatorie. Le regole servono a tutelare chi aspetta da anni una casa in modo corretto, e questo va detto sempre ed è alla base di questo discorso. Ma è altrettanto vero che il Comune critica i proprietari immobiliari che lasciano gli alloggi vuoti, mentre qui parliamo di un immobile pubblico rimasto inutilizzato per quindici anni. Gli immobili comunali vanno ristrutturati e assegnati a chi ne ha diritto. Non si deve fare come in questo caso, dove sono stati lasciati al degrado fino a trasformarli in un problema sociale. Questo è il fallimento delle politiche abitative di questa amministrazione».

