Sui rimborsi per i danni dovuti all’alluvione dell’anno scorso a Bologna esplode la protesta di Confabitare. L’associazione dei proprietari immobiliari denuncia l’esclusione dai contributi di chi ha subito danni nei garage e nelle cantine durante l’ondata di maltempo dello scorso ottobre. Secondo l’Ordinanza n. 1106 della Protezione Civile, solo chi ha avuto la casa principale allagata o resa inagibile può accedere ai fondi di immediato sostegno (CIS), fino a un massimo di 5.000 euro. Ma chi ha perso beni nei locali interrati resta fuori.
Confabitare ha ricevuto decine di segnalazioni, soprattutto a Bologna, da parte di famiglie che hanno visto automobili e oggetti danneggiati irrimediabilmente. Nessun risarcimento, però, per cantine o garage allagati. «È come se si volesse negare l’evidenza di oltre un secolo di edilizia urbana – commenta Alberto Zanni, presidente nazionale di Confabitare – la normativa è chiara, ma anche profondamente ingiusta: se non ti si è allagato anche l’appartamento, non hai diritto a rimborsi per garage o cantina. A questo punto ci domandiamo: forse Bologna doveva essere sommersa per intero, dal sottoscala al sottotetto, per far rientrare tutti nei criteri?»
La regola, secondo Confabitare, esclude gran parte delle situazioni reali. «Anche a Bologna i palazzi si sviluppano principalmente in altezza – aggiunge Zanni – e i danni maggiori si sono verificati nei piani interrati: cantine, garage, ripostigli. Spazi dove le famiglie custodiscono beni, spesso costosi e comunque indispensabili. Ma secondo la normativa, se l’acqua non ti è arrivata in soggiorno, non hai diritto a nulla».
Secondo l’associazione, i criteri dell’ordinanza per i rimborsi alluvione 2024 non tengono conto della reale distribuzione dei danni. Locali seminterrati, pertinenze e garage sono rimasti completamente invasi dal fango, ma il regolamento ignora questi spazi. «La scadenza per la presentazione delle domande incombe – conclude Zanni – gli uffici devono accelerare le procedure e, soprattutto, va modificata l’ordinanza. I cittadini colpiti devono essere sostenuti in base al danno subito, non alla collocazione verticale dell’alloggio all’interno dell’edificio. Chi ha spalato fango, perso automobili e beni dovrebbe avere diritto al rimborso. Se il principio è che si rimborsa solo chi ha avuto l’acqua in casa, non va bene».
Confabitare chiede una revisione urgente della normativa per garantire che i contributi post-alluvione siano distribuiti in modo equo e realistico. Escludere i danni a cantine e garage significa lasciare centinaia di famiglie senza alcun tipo di supporto.

