Giovedì scorso si è riunito un tavolo di lavoro, convocato dal Comune di Bologna, per il riallineamento con le associazioni di categoria sulle misure a supporto dei pubblici esercizi.
«L’amministrazione Comunale ha espresso la necessità di ridurre ulteriormente la pressione dei dehors sullo spazio pubblico e dovendo scegliere un criterio, si è pensato di partire dalla revoca dei dehors straordinari agli artigiani a partire dal 1° aprile 2022. Questa proposta non ci stupisce affatto, conoscendo le posizioni dell’Amministrazione comunale, ma non può che trovarci in totale disaccordo». A dirlo è Claudio Pazzaglia, direttore Cna (Confederazione nazionale dell’Artigianato) di Bologna, secondo cui «si tratta di imprese che al pari dei pubblici esercizi hanno sofferto le misure del distanziamento sociale, alle quali il Comune aveva concesso mere sedute»
A queste attività si dice da sempre che non hanno diritto ad occupare il suolo pubblico quando invece la norma nazionale parla di divieto di consumo assistito sul posto. «Si tratta di due cose ben diverse. Da sempre Cna a tutti i livelli (dal nazionale al locale) lamenta una interpretazione estremamente restrittiva della norma pur consapevole che spetti all’Ente nell’ambito della sua autonomia decisionale l’autorizzazione o meno di queste occupazioni», dice Pazzaglia.

