È tornata al suo posto, dopo oltre mezzo secolo, la pala d’altare «Madonna con Gesù Bambino fra i Santi Nicola, Lucia e San Giovannino», attribuita al pittore bolognese Orazio Samacchini e risalente al XVI secolo. L’opera, scomparsa nel 1969 dal complesso delle Sette Chiese di Bologna, è stata restituita ieri al Museo della Basilica di Santo Stefano dal Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Bologna, nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato autorità civili, religiose e militari.
Il dipinto, noto come “Cerchia di Samacchini”, era stato rintracciato in una collezione privata bolognese nel corso di un’indagine condotta dal Nucleo TPC, su segnalazione dell’Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi di Bologna e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica. Le verifiche, svolte insieme alla Soprintendenza ABAP di Bologna e al Gabinetto fotografico della Direzione Regionale dei Musei dell’Emilia Romagna, hanno permesso di confermare in modo inequivocabile la provenienza dell’opera dal Museo della Basilica.
Determinante è stata una fotografia in bianco e nero del 1957, conservata presso il Gabinetto fotografico, che ritraeva la pala durante una campagna di documentazione al Museo di Santo Stefano. Il confronto tra l’immagine storica e il quadro recuperato ha rivelato una corrispondenza perfetta in ogni dettaglio, comprese le crettature della superficie pittorica.
Gli esperti della Soprintendenza e dell’Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi hanno certificato senza esitazioni l’autenticità e l’identità del dipinto, riconosciuto anche dallo storico dell’arte Jacob Burkhardt nel 1855 come una delle migliori opere della scuola manierista bolognese. La scena raffigura la Vergine che osserva il Bambino addormentato tra le sue braccia, affiancata dai santi Nicola e Lucia, mentre San Giovannino invita lo spettatore alla contemplazione del Divino Infante.
Il quadro era in possesso di un collezionista che lo aveva ereditato dal padre, ignaro della sua provenienza dalla basilica stefaniana. Dopo essere stato informato delle risultanze investigative, il proprietario ha collaborato pienamente alla restituzione.

