Sette posti letto in camere singole, spazi dedicati alla musica, al relax e alla condivisione. È nato ieri all’Ospedale Maggiore di Bologna un nuovo reparto di Psichiatria e Psicoterapia dell’Età Evolutiva che accompagna giovani dagli 11 ai 17 anni in un percorso rivolto alla ricerca del loro benessere mentale.

Il disagio nei giovani cresce sempre di più: i minori presi in carico dal Dipartimento di Salute mentale dell’Azienda Ausl di Bologna sono circa 12.300 attualmente», spiega Fabio Lucchi, direttore del Dipartimento.

«Abbiamo sempre sostenuto la nascita di questo reparto perché risponde a un bisogno reale, un bisogno urgente. Una delle cose che caratterizza questo reparto è il “patto terapeutico”: un modello di cura innovativo in cui la terapia non è solo trattamento del sintomo, ma costruzione condivisa di un percorso, nel quale il paziente partecipa alla definizione del proprio progetto di cura diventando protagonista del percorso di miglioramento», spiega l’assessora Matilde Madrid.

Il nuovo reparto, realizzata dall’Area Vasta Emilia Centrale che ha scelto l’ospedale Maggiore conta su un’equipe di 28 professionisti tra neuropsichiatri, psicologi, terapisti e personale assistenziale. «Accogliamo ragazzi con patologie complesse: episodi psicotici, disturbi d’ansia o depressivi, comportamenti autolesionisti” – spiega Stefano Costa, direttore della struttura – “Applichiamo un modello orientato alla recovery, che rende i giovani protagonisti del loro percorso di cura”.

I ricoveri saranno brevi, in media di 15 giorni, per contenere le crisi e garantire continuità con i servizi territoriali e le famiglie.

“In un momento in cui vediamo crescere il disagio giovanile, come adulti dobbiamo farci carico della salute di questi ragazzi», dice il sindaco Matteo Lepore.

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