I passaggi delle biciclette rilevati in città sono aumentati del 22% rispetto al 2024, con un incremento che nel centro storico supera il 41%. Lo comunica con un netto entusiasmo oggi il Comune di Bologna parlando addirittura di «boom della mobilità ciclistica». Ma, nonostante la narrazione dell’amministrazione comunale sul fatto che si stia facendo bene sulla mobilità sostenibile e nonostante il balzo registrato dai sensori del Comune, la mobilità quotidiana dei bolognesi continua a rimanere bassa: solo il 4% dei residenti sceglie la bici per gli spostamenti di ogni giorno.
I dati diffusi dall’amministrazione parlano di flussi crescenti su molte postazioni di rilevamento: Matteotti con 2.160 passaggi nelle ore di punta, Galliera con 1.623, Ercolani con 1.620, il cavalcavia San Donato con 1.428 e Sabotino con 1.423. Le rilevazioni sono state raccolte tra il 15 settembre e il 15 ottobre dalla società TPS su 20 punti temporanei, integrati dai quattro sensori fissi del Comune. Numeri diffusi dal Comune che mostrano una città attraversata da più biciclette, ma che non coincidono con un reale cambiamento delle abitudini dei bolognesi e delle bolognesi.
Secondo l’Indice di Amicizia Ciclistica elaborato da Compare the Market, Bologna dispone infatti di una delle reti ciclabili più estese d’Italia in rapporto alla popolazione, con 28,52 chilometri di piste ogni 10.000 residenti. Un patrimonio infrastrutturale che però non si riflette sull’uso effettivo delle due ruote: poco più di 32.700 cittadini pedalano con regolarità, una quota che resta lontana dalle percentuali di Milano, dove il 10% dei residenti utilizza la bici ogni giorno.
La distanza tra il numero di passaggi rilevati e l’adozione reale del mezzo resta il nodo principale. I sensori misurano quante biciclette transitano, non quante persone decidono di spostarsi abitualmente in bici. Un aumento dei flussi può dipendere da chi già pedala e non indica necessariamente che stia crescendo il numero di nuovi ciclisti. Anche la lieve flessione dei monopattini, scesi al 4,27% dei passaggi contro il 5,95% dell’anno precedente, non modifica il quadro complessivo di una mobilità alternativa che stenta a diventare scelta di massa.
Sul fronte delle classifiche internazionali, il Comune sottolinea l’ingresso di Bologna tra le 30 città più «bike-friendly» (usare gli anglicisimi per il Comune fa chic – o forse più radical chic) al mondo secondo il Copenhagenize Index 2025, unica italiana selezionata per infrastrutture, uso della bici e politiche promozionali. Un riconoscimento che si affianca ai dati locali ma che non elimina il paradosso evidenziato dagli studi: la città investe da anni sulla ciclabilità, ma il numero di chi usa la bicicletta come mezzo di trasporto stabile resta limitato.
Tra il racconto e la narrazione dei numeri in crescita e la realtà delle abitudini quotidiane c’è quindi una distanza evidente. Bologna vede sì aumentare i flussi ciclabili, ma non è una città dove la maggioranza dei residenti sceglie davvero la bici per muoversi.

