Un detenuto sottoposto al regime di sorveglianza particolare ha forzato il cancello della propria sezione nel carcere «Rocco D’Amato» di Bologna, uscendo dall’area di contenimento e tentando di raggiungere la porta principale del reparto. L’episodio ha scatenato momenti di caos e tensione tra il personale penitenziario. A raccontarlo è il sindacato penitenziario CON.SI.PE che rivela altre violenze all’interno dell’istituto penitenziario.
Pochi giorni dopo, un altro detenuto ha lanciato del cibo contro un agente nel reparto giudiziario, mentre un poliziotto è stato aggredito fisicamente da un recluso in un diverso episodio. Tre casi distinti che, in un arco di tempo ravvicinato, hanno riportato l’attenzione sulla situazione ormai esplosiva della struttura bolognese.
Nonostante il regime restrittivo imposto ai detenuti più pericolosi, la sicurezza resta fragile. Gli agenti, insieme al personale sanitario e agli operai impegnati nei lavori di manutenzione, hanno corso seri rischi. Solo il rapido intervento della Polizia Penitenziaria ha evitato conseguenze peggiori.
«La situazione all’interno della Casa Circondariale di Bologna è ormai al limite. Abbiamo superato le 800 presenze, a fronte di una capienza regolamentare di circa 457 posti. Con l’arrivo di ulteriori detenuti, il rischio che la situazione possa sfuggire di mano è concreto. Ormai i disordini e le aggressioni sono all’ordine del giorno. Fino a quando dovremo assistere a questo caos? Quanti episodi devono ancora accadere prima che vengano prese decisioni concrete? Ogni giorno senza interventi immediati aumenta il rischio e mette a dura prova chi lavora con coraggio e dedizione. Si chiede un intervento immediato da parte dei vertici dell’amministrazione penitenziaria affinché la situazione, ormai diventata insostenibile, rientri in una condizione di lavoro sostenibile presso la Casa Circondariale Rocco D’Amato di Bologna», denuncia il segretario regionale della Confederazione Sindacale Penitenziaria (CON.SI.PE.), Giuseppe Navarra,
Navarra chiede un intervento urgente del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per garantire la sicurezza di agenti e operatori, sottolineando come il sovraffollamento e la carenza di personale stiano rendendo il lavoro sempre più insostenibile.
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