«Lepore è forse il sindaco più di destra della storia di Bologna». È stato il coro scandito ieri pomeriggio da una sessantina di attivisti dei Giovani Palestinesi, Osa, Cambiare Rotta, Potere al Popolo e Usb, che dopo un presidio in piazza Maggiore hanno fatto ingresso a Palazzo d’Accursio, sede del Comune, durante la seduta del consiglio comunale. L’obiettivo della protesta: chiedere di bloccare la partita di Eurolega tra la Virtus Bologna e il Maccabi Tel Aviv, in programma il 21 novembre al PalaDozza.
Gli attivisti hanno attraversato lo Scalone dei Cavalli e raggiunto l’interno del Comune gridando «Fuori Israele da Bologna». A presidiare il cortile c’erano gli agenti in tenuta antisommossa, che inizialmente avevano sbarrato l’accesso ma poi hanno lasciato passare il gruppo. La manifestazione si è svolta senza disordini.
Durante il presidio, i collettivi hanno ribadito le proprie richieste: interrompere ogni collaborazione con Israele e far uscire dalla città aziende come la farmaceutica Teva e la multinazionale Alstom, coinvolta nei lavori del tram e già nel mirino dei movimenti che sostengono il boicottaggio economico contro Tel Aviv.
Gli organizzatori hanno poi annunciato nuove mobilitazioni: una manifestazione per il 21 novembre, giorno della partita di Eurolega, e lo sciopero generale del 28 novembre.
Il presidio, seguito dalla Digos, ha suscitato la reazione del capogruppo della Lega in Comune, Matteo Di Benedetto: «I movimenti antagonisti hanno preso d’assalto Palazzo d’Accursio, il tutto mentre il consiglio comunale era in corso. È un assalto alla democrazia stessa e ai rappresentanti votati dai cittadini. Questa gente violenta deve cominciare a rispondere delle proprie azioni».

