«Proprio adesso vogliamo essere medici», neolaureati bloccati dal rinvio dell’esame abilitante

Vorrebbero diventare subito medici abilitati anche per dare una mano nella situazione del contagio del Coronavirus che sta affrontando il nostro Paese, ma il rinvio a data da destinarsi dell’esame di Stato, in cui sono coinvolti anche neolaureati dell’Università di Bologna, non glielo permette e centinaia di futuri medici sono andati su tutte le furie. L’esame abilitante è stato sospeso e rinviato a data da destinarsi in seguito a un’ordinanza ministeriale che ferma eventi e manifestazioni con un vasto pubblico per contrastare la diffusione del Coronavirus. Gli iscritti all’esame di Stato hanno, dunque, deciso di inviare alla nostra redazione un appello e un invito al ministero della Pubblica Istruzione affinché siano ascoltati e tutelati. «Siamo dei neo-laureati in Medicina e Chirurgia e siamo ben consci, anche e soprattutto in qualità di futuri medici, dell’emergenza sanitaria che sta affrontando al momento il nostro Paese. Vogliamo abilitarci, e vogliamo abilitarci presto. Senza abilitazione un laureato in Medicina e Chirurgia non può essere utile in alcun modo alla comunità. Non avere una data certa del rinvio, inoltre, creerà notevoli disagi organizzativi: molti colleghi hanno vinto il concorso in Medicina Generale, e senza l’abilitazione alla mano perderanno il posto, i concorsi per l’accesso alla continuità assistenziale non potranno svolgersi, non potremo in alcun modo essere utili, in particolare in un momento emergenziale come questo, dove serviranno nuovi medici», scrivono i neolaureati. 

La richiesta ai ministeri competenti l’hanno fatta e stanno aspettando una risposta quanto prima. E molti di loro sono stati già esaminati nel corso di tirocini valutativi risultando idonei all’attività professionale di medici. «Riteniamo che il nostro contributo potrebbe essere utile, ma questo slittamento a data da destinarsi, non fa che aggiungere incertezza all’incertezza. Tanto più che non c’è effettiva chiarezza su quando la prova si svolgerà e per quanto tempo ancora saranno applicate le misure di contenimento in essere. Riteniamo che ci possano essere delle soluzioni: tentare uno svolgimento telematico della prova scritta dell’esame e se non ci fosse questa possibilità, verificare gli estremi legali per una abilitazione che tenga conto del tirocinio valutativo, considerando la particolarità della situazione in cui si stanno verificando gli eventi. Non chiediamo sconti o vie facili, chiediamo solo di essere medici», hanno concluso i neo-laureati. 

Condividi